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Minimi, sconti solo agli autonomi «doc»

I contribuenti che intendono avvalersi del regime dei minimi con la tassazione al 5% devono confrontarsi ora anche con la normativa di contrasto delle false partite Iva introdotta dalla riforma Fornero del mercato del lavoro (legge 92/2012). Se le prestazioni lavorative rese da una persona fisica che ha aperto la partita Iva sono considerate rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, lo stesso soggetto non può più essere classificato come titolare di un reddito di lavoro autonomo o d’impresa e perde il diritto a fruire del regime dei minimi. Inoltre, queste collaborazioni, se instaurate senza la previsione di un apposito progetto, si considerano, per presunzione assoluta, rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dal loro inizio (articolo 69, comma 1, del Dlgs 276/2003).
In base all’articolo 2222 del Codice civile è configurabile un contratto d’opera solo quando l’opera o il servizio sono resi «con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente». Il vincolo può essere desunto, secondo la Cassazione, dalle modalità di svolgimento dell’attività, tenendo conto della reale volontà negoziale, anche in contrasto con il nomen iuris del contratto.
Adesso per contrastare l’utilizzo strumentale delle forme contrattuali, l’articolo 1, comma 26, della legge 92/2012 stabilisce «anche in presenza di partita Iva» la presunzione (che ammette la prova contraria da parte del committente), dell’esistenza di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa quando ricorrono almeno due dei seguenti requisiti.
eDurata complessiva della collaborazione con lo stesso committente superiore a 8 mesi annui per due anni consecutivi.
rCorrispettivo percepito per la collaborazione superiore all’80% di quelli complessivamente conseguiti nell’arco di due anni solari consecutivi. Il corrispettivo assume rilievo «anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d’imputazione di interessi». Il collaboratore dovrebbe, pertanto, rendere al committente un’attestazione al riguardo.
t Disponibilità da parte del collaboratore di una postazione fissa di lavoro in una delle sedi del committente.
La ricorrenza dei primi due requisiti può essere verificata soltanto al termine del biennio di osservazione, dopo che il contribuente ha già fruito del regime dei minimi in presenza dei presupposti richiesti dal Dl 98/2011. In questi casi le agevolazioni fiscali potrebbero risultare retroattivamente non spettanti, con conseguenze particolarmente penalizzanti per i soggetti interessati, che pure hanno correttamente applicato la normativa fiscale. Sia i committenti che i prestatori d’opera si possono, quindi, trovare in situazioni di grave incertezza e sono opportuni chiarimenti ufficiali.
La presunzione si applica ai rapporti instaurati successivamente al 18 luglio di quest’anno, mentre quelli già esistenti si possono adeguare entro i 12 mesi successivi: al riguardo potrebbe risultare utile richiedere la certificazione del contratto di lavoro.
La presunzione non opera se la prestazione lavorativa:
– è connotata da «competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi ovvero da capacità teorico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell’esercizio concreto di attività». Si tratta di requisiti di non agevole individuazione, che potranno dare luogo a incertezze e contestazioni;
– è svolta da un soggetto titolare di un reddito di lavoro autonomo annuo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini dei contributi previdenziali degli artigiani e dei commercianti (18.663 euro per il 2012). Il reddito sembra relativo al periodo di osservazione e anche il questo caso la verifica non potrebbe che avvenire a posteriori. Il riferimento al reddito di lavoro autonomo sembra escludere dall’ambito della disciplina in esame le attività esercitate in forma d’impresa.
Restano, inoltre, indenni le prestazioni svolte nell’esercizio di attività professionali per le quali è richiesta l’iscrizione a ordini professionali o a registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati che saranno individuati con futuro decreto ministeriale.

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