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Minimi, ritenute a credito in sospeso

Introvabile nelle istruzioni di Unico 2013 redditi 2012 la procedura operativa per utilizzare come credito di imposta le eventuali ritenute di acconto trattenute e versate in Italia. Lacuna del legislatore o precisa volontà?
A un mese di distanza dall’articolo pubblicato sul Sole 24-Ore il 5 giugno 2013, si opera ancora nell’incertezza nella redazione del quadro LM, nel momento più caldo della stagione delle dichiarazioni. Non resta che sperare in un un documento intepretativo(risoluzione o circolare dell’agenzia delle Entrate) che chiarisca ufficialmente il dubbio.
Il caso in oggetto è infatti meno raro di quanto si pensi. Sono molti i professionisti che fruiscono del regime dei superminimi (imposta sostitutiva al 5%) che possono aver emesso fatture nel 2011 quando vigeva l’obbligo di esporre in fattura la ritenuta di acconto, fatture che sono state però effettivamente incassate solo nei primi giorni del 2012.
In questo caso, i committenti, basandosi sulle fatture datate 2011, hanno provveduto a liquidare al professionista il netto esposto in fattura, e versato nel 2012 le relative ritenute di acconto. Del resto, non tutti i soggetti (professionisti e loro consulenti) hanno potuto recepire in tempo reale il provvedimento del Direttore dell’agenzia delle Entrate (protocollo 185820/2011) emesso a ridosso delle festività natalizie (22 dicembre 2011). Tra l’altro, volendo fare i pignoli, alcuni consulenti, anche se tempestivamente informati del predetto provvedimento, hanno comunque dubitato sulla correttezza procedurale, ponendosi il dubbio se un provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate potesse superare il disposto degli articoli 23 e 25 del Dpr 600/73.
Volendo comunque fare delle ipotesi sulla risoluzione della problematica in questione, si potrebbero immaginare tre scenari:
– le eventuali ritenute di acconto trattenute e versate dal committente italiano nel 2012, possono essere chieste a rimborso (entro 48 mesi). Lo prevede, in generale, l’articolo 38 del decreto sulla riscossione Dpr 602/1973. Il credito di imposta da “validare” sarà facilmente documentabile con copia delle fatture emesse e delle certificazioni dei compensi;
– un’altra ipotesi, essendo ovviamente immodificabile la modulistica 2013, potrebbe essere quella di indicare il credito scaturente dalle ritenute di acconto versate nella sezione seconda del quadro RX, al rigo RX23. Sarebbe utile l’introduzione di un apposito codice tributo, appropriato per il caso specifico;
– Una terza ipotesi, già prospettata su «Il Sole 24 Ore» del 25 maggio, potrebbe essere quella di indicare l’importo delle ritenute subite e documentate dalle certificazioni nel quadro RN nel rigo “altre ritenute subite”, dettaglio del rigo RN 32 “ritenute totali”, sapendo però che l’ufficio rileverà automaticamente la mancata indicazione delle predette ritenute in altri quadri: nel quadro LM nella modulistica 2013 infatti sparisce l’apposito rigo.
Ricordiamo che è possibile comunque inviare la dichiarazione integrativa (a favore) entro l’anno successivo (vale a dire entro il 30 settembre 2014). Questo tempo potrebbe permettere ai consulenti di recepire i chiarimenti di prassi (circolari e risoluzioni) e di rispettare quindi la modalità specifica suggerita dall’agenzia delle Entrate.

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