Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Minimi, accesso selezionato

Per l’accesso e la fruizione del regime dei nuovi minimi, introdotto dall’art. 1, commi 54–89, della legge n. 190/2014 (legge di Stabilità 2015), sono previsti numerosi e stringenti requisiti, sia soggettivi che oggettivi. Premesso che solo le persone fisiche esercenti attività d’impresa e arte o professione possono accedervi, tali soggetti nell’anno precedente a quello in cui intendono fruire del regime agevolato non devono in primo luogo aver conseguito o percepito rispettivamente ricavi o compensi superiori alle soglie variabili previste in funzione della tipologia di attività esercitata, come indicato nell’allegato 4 alla stessa legge di Stabilità. Tale allegato contiene una tabella in cui si suddividono 9 gruppi di attività, con indicazione dei codici attività di ciascuno di essi, e il relativo limite di ricavi al quale applicare la relativa percentuale di redditività per determinare il reddito. Sul fronte «costi», sono previste due limitazioni, la prima riferita alle spese per lavoratori dipendenti e assimilati, compresi quelli a progetto e gli associati in partecipazione con apporto di solo lavoro, che non possono eccedere l’importo di euro 5 mila per ciascun periodo d’imposta. Tale limite, nel silenzio della norma, dovrebbe verificarsi con il criterio della competenza per le imprese e con quello di cassa per coloro che svolgono attività professionale. La seconda limitazione relativa ai «costi» riguarda gli investimenti in beni strumentali, che non possono eccedere l’importo di euro 20 mila alla chiusura di ciascun periodo d’imposta, tenendo conto del costo sostenuto per i beni in proprietà ovvero detenuti in base a un contratto di locazione finanziaria (in tal caso rileva quello sostenuto dal concedente), ovvero del valore normale di cui all’art. 9 del Tuir per i beni detenuti in locazione, noleggio o comodato. Per i beni utilizzati promiscuamente, nella determinazione del «monte» cespiti si assume il 50% del costo sostenuto (anche per gli automezzi di cui all’art. 164 del Tuir), mentre non rilevano i beni di costo unitario inferiore a euro 516,46 nonché i beni immobili a qualsiasi titolo detenuti e utilizzati per lo svolgimento dell’attività. Pertanto, a differenza del «vecchio» regime dei minimi, in cui si doveva avere riguardo agli acquisti effettuati nei tre anni precedenti, il nuovo regime previsto dalla legge di Stabilità 2015 richiede una verifica dello «stock» di fine anno, formato dalla sommatoria degli acquisti effettuati nel corso degli anni precedenti, ovviamente al netto di eventuali dismissioni operate. Sul punto, non è chiarito come debbano essere valorizzate alienazioni di beni strumentali, anche se sembra doversi riferire al costo a suo tempo sostenuto per l’acquisto degli stessi in quanto la norma richiede di verificare la giacenza dei beni stessi in termini di costo storico. Il comma 55 contiene due importanti precisazioni in merito alla verifica del limite di ricavi o compensi per l’accesso al regime, la prima delle quali riguarda l’irrilevanza dei maggiori componenti positivi che derivano dall’adeguamento alle risultanze degli studi di settore, così da neutralizzare l’eventuale scelta del contribuente di adeguarsi a quanto richiesto da Gerico. È evidente che la peculiarità in questione non può che riguardare il primo accesso al regime, poiché nei periodi d’imposta di permanenza nel regime è prevista l’esclusione dall’applicazione degli studi di settore. La seconda precisazione contenuta nel comma 55 attiene invece all’ipotesi di esercizio contemporaneo di due attività contraddistinte da differenti codici Ateco, nel qual caso si deve assumere il limite più elevato di ricavi e compensi previsti per i differenti codici attività. Per esempio, si consideri una persona fisica che esercita un’attività di commercio all’ingrosso (soglia di ricavi euro 40 mila) e nel contempo un’attività di intermediazione nel commercio (soglia di ricavi 15 mila). In tal caso, il limite cui fare riferimento è quello più elevato, ossia 40 mila, per la verifica del quale si devono sommare i ricavi delle due attività.

Il comma 57 si occupa invece di prevedere alcune esclusioni dalla possibilità di avvalersi del regime agevolato, in primo luogo per i contribuenti che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfettari per le imposte sui redditi, nonché per coloro che effettuano in via esclusiva o prevalente cessioni di beni immobili abitativi, ovvero di mezzi di trasporto nuovi. Particolare è l’esclusione prevista per i soggetti non residenti in Italia, tuttavia derogata per coloro che risiedono in uno degli Stati membri della Ue o in uno Stato aderente allo Spazio Economico Europeo (Islanda, Lichtenstein e Norvegia), a condizione che nel territorio dello Stato il soggetto produca almeno il 75% del proprio reddito complessivo. Infine, in continuità con quanto previsto dal precedente regime dei minimi, è confermata la preclusione per coloro che contemporaneamente all’attività d’impresa o di lavoro autonomo partecipino a una società di persone o a un’associazione professionale di cui all’art. 5 del Tuir, ovvero a una società a responsabilità limitata che abbia optato per la trasparenza fiscale di cui all’art. 116 del Tuir. Pertanto, mentre la partecipazione in qualità di socio di una società di persone o di associato di un’associazione professionale comporta in ogni caso la preclusione all’accesso al regime, nel caso di socio di srl è necessario verificare se la stessa abbia optato o meno per la trasparenza fiscale, essendovi una preclusione solamente in tale ultimo caso.

Ora, poiché l’accesso alla trasparenza richiede il consenso unanime di tutti i soci, il contribuente che intende accedere al regime dei minimi potrà in ogni caso impedire che la società di cui è socio opti per la trasparenza negando il consenso, e conservando in tal modo la possibilità di avvalersi del regime agevolato.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non chiamatela più utility locale. Il gruppo A2a cerca il salto di categoria: da società dei servi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo la crisi, scatta la "riscrittura" del Recovery Plan da parte del Parlamento. Il documento di 16...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A2A lancia il piano industriale al 2030 per riposizionare l’azienda, «passando dal mezzo al fine,...

Oggi sulla stampa