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Mini-sconti per le perdite su crediti

Una corsia preferenziale per le perdite su crediti di modesta entità. Il percorso parlamentare del decreto Sviluppo punta a inserire un automastismo nella deduzione delle perdite su importi contenuti con soglie differenziate tra piccole e grandi imprese. L’emendamento firmato da Barbara Saltamartini e Alessandro Pagano (entrambi del Pdl) mira a far scattare gli elementi certi e precisi per lo sgravio delle perdite quando la somma in gioco non superi i 5mila euro per le imprese di più rilevante dimensione e i 2.500 euro per le altre e quando siano trascorsi sei mesi dalla scadenza di pagamento.
La proposta è stata presentata in commissione Finanze della Camera (emendamento 33.20) dove oggi dovrebbe essere ultimato l’esame della legge di conversione del Dl 83/2012. L’obiettivo è di venire incontro alle imprese in un momento di particolare difficoltà in cui il rischio di riportare perdite su somme e pagamenti non riscossi è tendenzialmente più elevato. Tanto più che la disciplina in materia presenta più di una difficoltà proprio per la richiesta di quegli «elementi certi e precisi» previsti dall’articolo 101, comma 5, del Tuir. Molto spesso diventa un vero e proprio percorso a ostacoli. Per supportare l’inesigibilità dei crediti è necessario procurarsi prove idonee: è il caso, per esempio, di visure catastali dall’esito negativo, documentazione analitica che attesti il mancato realizzo e il carattere definitivo della perdita, comunicazione di un legale che confermi l’esperimento infruttuoso delle procedure esecutive individuali o l’antieconomicità nel procedere con altri tentativi di recupero.
L’emendamento interviene a chiarire che «gli elementi certi e precisi sussistono inoltre quando il diritto alla riscossione del credito è prescritto». Ma non solo, viene prevista anche una regola per i soggetti Ias, vale a dire quelli che adottano i principi contabili internazionali. In simili situazione, gli indizi che spianano la porta alla deduzione sussistono anche «in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in dipendenza di eventi estintivi». Tutte le modifiche vanno a innestarsi nell’articolo 32 del decreto Sviluppo che ha previsto nuovi strumenti per affrontare le crisi di impresa e che aveva già consentito la chance di deduzione nel caso di accordi di ristrutturazione dei debiti. Così come era già esisteva una procedura facilitata nei casi di fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo e amministrazione straordinaria del soggetto insolvente. In relazione alla nuova ipotesi, il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale dalla data del decreto di omologazione dell’accordo di ristrutturazione.
In realtà, un intervento a più ampio raggio per le perdite su crediti è contenuto nella delega fiscale (atto Camera 5291). Il disegno di legge punta a introdurre criteri chiari per determinare il momento del realizzo delle perdite su crediti e a estendere il regime fiscale previsto per le procedure concorsuali anche ai nuovi istituti introdotti dalla riforma del diritto fallimentare, dalla normativa sul sovraindebitamento e alle procedure simili previste negli ordinamenti di altri Stati. Difficilmente questo mandato a riscrivere le norme in materia vedrà la luce a causa dello scarso tempo a disposizione prima della fine della legislatura.

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