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Mini-rinvio per le spese mediche

La proroga richiesta dagli Ordini professionali e dalle associazioni è arrivata: medici, farmacisti e strutture sanitarie avranno 9 giorni di tempo in più per trasmettere al Sistema tessera sanitaria i dati relativi alle spese mediche dei contribuenti che confluiranno nel 730 precompilato. In realtà, i 9 giorni sono 8 perché la scadenza iniziale del 31 gennaio, che cade di domenica, slittava già al 1° febbraio. Il nuovo termine comunicato ieri dall’agenzia delle Entrate scade il 9 febbraio.
La nuova scadenza
La mini proroga, che non dovrebbe mettere a rischio i rimborsi per i contribuenti a credito, «non impatterà minimamente – sottolinea l’Agenzia – con il calendario della campagna dichiarativa 2016», che prevede la messa a disposizione della dichiarazione ai contribuenti dal 15 aprile e il possibile invio da maggio.
Oltre al termine per l’invio dei dati, slitta anche quello entro il quale i contribuenti possono esprimere il diniego al trattamento dei propri dati: l’opzione può essere esercitata via internet (attraverso il sito www.sistemats.it) oppure attraverso l’agenzia delle Entrate (via mail, via telefono o presso gli uffici). Nel primo caso il termine slitta al 9 marzo, mentre nel secondo caso la scadenza è fissata al 31 gennaio.
A chiedere la proroga è stata, ieri, anche il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha postato sulla sua bacheca un messaggio con il quale accusava Renzi di voler « scaricare le inefficienze della Pa sui professionisti a loro spese, generando confusione e creando i presupposti per un sicuro fallimento del meccanismo proposto. Di fatto le criticità e le inadeguatezze della procedura si sono rese evidenti da subito, gravando interamente su medici, cittadini e in futuro sulla credibilità del sistema». Giorgia Meloni ha quindi chiesto al governo di prorogare le scadenze «a una data utile a risolvere i problemi, prendendo in considerazione l’appello delle associazioni».
Gli scontrini delle farmacie
Ottenuta la proroga, resta però da sciogliere il nodo delle spese farmaceutiche: secondo il direttore delle Entrate Rossella Orlandi gli acquisti di farmaci potrebbero non rientrare nel prossimo 730 precompilato, obbligando i contribuenti a inserire autonomamente le spese da portare in detrazione (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). Sul punto si è espressa ieri la Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale): «Escludere le spese farmaceutiche dal 730 precompilato vuol dire compilarlo solo in minima parte. Ci chiediamo perché non siano state fatte delle verifiche prima e di chi è la colpa. È una vergogna che la questione venga fuori solo adesso». Secondo i medici «la categoria sta facendo un enorme sforzo, con notevoli file agli Ordini, per acquisire le credenziali e mettersi in regola. Ancora una volta a rimetterci sono i cittadini e i medici. Ci sembra un atteggiamento irresponsabile. Stando così le cose non ha senso partire con un sistema incompleto. Sarebbe perciò ragionevole derogare tutto al 2016».
Gli scontrini delle farmacie sono stati oggetto, ieri, di un incontro tra i farmacisti aderenti a Farmacieunite e i dirigenti di Sogei e della Ragioneria generale dello Stato. «Il sistema non è ancora pronto – ha commentato il presidente del sindacato, Franco Gariboldi Muschietti e non certo per colpa delle farmacie. La verità è una sola: le difficoltà delle farmacie nascono in via esclusiva dal ritardo con il quale sono entrate in vigore, soltanto ad agosto del 2015, norme attuative che avrebbero dovuto arrivare entro il 31 dicembre del 2014».

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