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Mini reati verso l’archiviazione

Archiviazione per reati (con pena massima fino a 5 anni, o esclusivamente pecuniaria) di «particolare tenuità», frutto di comportamenti occasionali: non punirli, però, non pregiudicherà la possibilità di richiedere il risarcimento del danno in sede civile. Nulla cambierà, invece, per le fattispecie che «abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate», o addirittura (come nell’omicidio colposo) se l’esito è la morte. La commissione giustizia della Camera accende il semaforo verde sul dlgs 130/2014, approvando il parere del relatore David Ermini (Pd), depositato la scorsa settimana (si veda ItaliaOggi del 30/1/2015). L’organismo parlamentare fissa dei «paletti», stabilendo che non ci potrà mai essere tenuità del fatto di fronte a reati connotati da motivi abietti o futili, sevizie o crudeltà o in violazione del sentimento di pietà per gli animali e ai danni di persone (anche per età) indifese. Il giudice, inoltre, figura fondamentale nella decisione sull’archiviazione, dovrà rigorosamente attenersi ai criteri fissati dall’articolo 133 del cp nel valutare la gravità del reato. «È stata chiarita la portata del provvedimento, togliendo fiato alla «balla» della depenalizzazione, sostenuta dall’opposizione: l’istituto servirà al sistema, e non creerà alcun allarme sociale», afferma Ermini che, in un colloquio con ItaliaOggi, tiene a ribadire che «crimini come il furto e la truffa, soltanto per far due esempi, continueranno a essere regolarmente perseguiti». Le garanzie, va avanti l’esponente di centrosinistra, «ci sono tutte, a partire dal ruolo centrale del giudice, perché avremo tre vagli: saranno interessati il pubblico ministero, poi il giudice cui spetterà la decisione sul reato e, a seguire, il procuratore generale che, qualora non si troverà d’accordo, potrà avocarsi l’indagine. In più», puntualizza Ermini, «la parte offesa potrà sempre fare opposizione». Un orientamento, quello del legislatore, s’inserisce Donatella Ferranti (Pd), presidente della II commissione, che «consentirà di non disperdere energie e risorse in processi su fatti minimi», e le procure «potranno concentrarsi sui delitti che mettono davvero a repentaglio la sicurezza dei cittadini per arrivare in tempi ragionevoli alla pronuncia di sentenze». E per il sottosegretario di via Arenula, Cosimo Maria Ferri, il parere approvato «offre al governo spunti per individuare meglio i parametri utilizzabili dal giudice per verificare che il fatto abbia determinato un’offesa di particolare tenuità».

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