Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mini liti fiscali, calo del 27%

L’estensione della mediazione tributaria parte col botto. Nel primo trimestre del 2016, i ricorsi su atti fino a 20 mila euro proposti contro enti diversi dall’Agenzia delle entrate sono calati del 27%. Si tratta di 7.194 cause in meno rispetto all’omologo periodo del 2015, ascrivibile principalmente al potenziamento dell’istituto del reclamo obbligatorio, operativo dal 1° gennaio 2016, attuato con il dlgs n. 156/2015. È quanto emerge dal rapporto trimestrale sul contenzioso tributario diffuso ieri dalla Direzione giustizia tributaria del Dipartimento finanze, che fa notare comunque come «occorrerà osservare i flussi dei prossimi trimestri per verificare i reali effetti di tale normativa».

Dopo i buoni risultati prodotti dalla mediazione per gli atti emessi dalle Entrate di importo fino a 20 mila euro, con i relativi ricorsi calati di un terzo rispetto al 2011, il legislatore ha deciso di replicare il meccanismo coinvolgendo tutti gli altri uffici impositori. Inclusi gli enti locali, verso i quali circa il 93% delle cause intentate si attestava nel 2014 entro i 20 mila euro. Il primo trimestre dell’anno è tra l’altro quello in cui si registra il numero maggiore di flussi in ingresso nelle Ctp, dal momento che la fine dell’anno precedente coincide con il periodo di picco degli atti impositivi notificati (a causa della decadenza dei termini di accertamento).

Complessivamente, nel periodo gennaio-marzo 2016 le nuove liti attivate nei due gradi di giudizio sono state 64.560, in calo del 18,36% sul 2015. In particolare, la flessione riguarda le Ctp (-23,65%), mentre gli appelli depositati in Ctr restano invariati (-0,55%).

Prima di cantare vittoria sui frutti della mediazione, precisa il bollettino del Mef, sarà necessario attendere i dati dei prossimi trimestri: i termini per la costituzione in giudizio del ricorrente in Ctp decorrono infatti dopo 90 giorni dalla data di notifica all’ente impositore. E qualora il filtro preventivo non vada a buon fine, parte di quei 14 mila ricorsi in meno potrebbero di nuovo finire davanti al giudice.

Dal rapporto trimestrale di ieri emergono almeno altri due dati significativi. Il primo riguarda il tasso di definizione delle cause. Le controversie chiuse nel trimestre sono state 76.790, di cui 62.429 in primo grado e 14.361 in secondo: sebbene diminuite del 5,27% in confronto ai primi tre mesi del 2015, il numero di sentenze depositate ha ampiamente superato le cause pervenute, generando un’ulteriore riduzione delle giacenze. I fascicoli pendenti al 31 marzo 2016 erano così 518.776, vale a dire il 9% in meno rispetto a 12 mesi prima.

Spese di giudizio, chi perde paga

Un altro aspetto rilevante è legato all’attribuzione delle spese di giudizio. A partire dal 1° gennaio scorso, il dlgs n. 156/2015 prevede la regola generale per la quale chi perde paga, con l’intento di risolvere il cronico problema della compensazione «selvaggia» dei costi della lite. La legge limita ora tale possibilità ai soli casi di soccombenza reciproca o qualora sussistano «gravi ed eccezionali ragioni», che devono essere adeguatamente motivate nel provvedimento del giudice. Ciò ha fatto sì che nel primo trimestre 2016 le compensazioni siano diminuite di circa 10 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2015, passando dal 71 al 61% dei casi. Anche su questo fronte sarà necessario valutare l’andamento dei prossimi mesi per verificare la «forza» del trend.

Valerio Stroppa

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa