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Mini-import light

Stop alla riscossione dell’Iva sui servizi accessori alle mini-importazioni che fruiscono della franchigia dall’imposta. Subordinazione del regime sospensivo sui beni movimentanti per lavorazioni intraUe alla condizione del rientro nel paese di origine. Queste le correzioni alla normativa sull’Iva, apportate per chiudere due procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, contenute nella legge europea 2014 approvata definitivamente dal senato.

Regime sospensivo sui beni in lavorazione

Con sentenza 6 marzo 2014, C-606/12, la corte di giustizia, nell’ambito di un rinvio pregiudiziale, ha evidenziato l’incongruenza delle disposizioni nazionali contenute negli articoli 38 e 41 del dl n. 331/93, nella parte in cui non subordinano il regime di sospensione Iva sulla movimentazione di beni oggetto di lavorazioni intracomunitarie alla condizione che, ultimata la lavorazione, i beni siano restituiti al committente nel paese membro di origine.

In particolare, la questione riguardava l’introduzione di beni dalla Francia a fini di lavorazione in Italia, con successiva spedizione in altro paese Ue (diverso dalla Francia) o al di fuori dell’Ue, che secondo l’art. 38, comma 5, lett. a), del dl n. 331/93 non costituisce acquisto intracomunitario. Al riguardo, la corte non ha potuto che rilevare la palese difformità delle disposizioni domestiche rispetto alla previsione dell’art. 17, par. 2, lett. f), della direttiva, che accorda il regime sospensivo sui beni introdotti da un altro paese Ue a fini di lavorazione solo se, ultimata la prestazione, i beni siano rispediti al soggetto passivo nello stato membro a partire dal quale erano stati inizialmente spediti o trasportati. Per eliminare l’incongruenza, quindi, l’art. 13 della legge appena varata apporta le conseguenti modifiche agli articoli 38 (per quanto riguarda i beni in entrata in Italia) e all’art. 41, comma 3 (per i beni in uscita dall’Italia), subordinando il regime sospensivo sui beni in conto lavorazione alla condizione, prevista dalla direttiva, di rientro nel paese di origine.

Servizi accessori alle importazioni in franchigia

Nella procedura d’infrazione n. 2012/2088, la Commissione europea ha censurato la mancata esenzione dall’Iva sui servizi accessori (es. trasporto) all’importazione di beni di valore modesto che fruiscono della franchigia dall’imposta ai sensi delle direttive 2006/79 e 2009/132.

Al fine di recepire i rilievi della Commissione, l’art. 12 della legge aggiunge ora nell’art. 9 del dpr n. 633/72, recante l’elenco dei servizi internazionali non imponibili, il n. 4-bis), accordando il trattamento di favore ai «servizi accessori relativi alle piccole spedizioni di carattere non commerciale e alle spedizioni di valore trascurabile , sempreché i corrispettivi dei servizi accessori abbiano concorso alla formazione della base imponibile» dichiarata in dogana, anche se non assoggettata all’imposta. A scopo di coordinamento, è inoltre prevista emanazione di un regolamento ministeriale modificativo del regolamento n. 489/1997 in materia di franchigie fiscali, volto a stabilire che, in caso di applicazione della franchigia alle piccole spedizioni di carattere non commerciale e alle spedizioni di valore trascurabile, sono ammessi alla franchigia dai diritti doganali anche i relativi servizi accessori, indipendentemente dal loro ammontare.

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