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Milleproroghe, un sì blindato

Decreto milleproroghe blindato. Il governo ha deciso di porre la questione di fiducia sul provvedimento di proroga dei termini (dl n. 210/2015) che dunque verrà approvato oggi dal senato nello stesso testo che ha ricevuto il primo sì della camera il 10 febbraio scorso. Visti i tempi stretti per la conversione in legge del decreto (in scadenza il 28 febbraio) e la necessità di passare subito ad esaminare il ddl Cirinnà sulle unioni civili, l’esecutivo ha deciso di accelerare il voto finale in aula a palazzo Madama. La questione di fiducia sarà votata stamattina.

Nel corso della discussione generale di ieri, le opposizioni hanno fatto muro nel rimarcare come il decreto, notevolmente modificato da Montecitorio, sia in realtà il frutto del lavoro delle sole commissioni di merito (affari costituzionali e bilancio) della camera. Le uniche ad aver realmente esaminato il testo, visto che anche l’aula della camera ha dovuto piegarsi al voto di fiducia chiesto dal governo. Nel porre le questioni pregiudiziali (tutte respinte con un’unica votazione dal senato) le opposizioni hanno criticato il decreto per carenza di omogeneità, necessità e urgenza, essendo, hanno lamentato, un coacervo di norme accumunate solo dal fatto di costituire, in gran parte, slittamenti di termini, più o meno ravvicinati, in scadenza. A far discutere anche l’emendamento, inserito alla camera per volere del Pd, che prevede una sanzione di 200 mila euro per i partiti e i movimenti che non trasmettano i rendiconti alla Commissione di garanzia entro il prossimo 15 giugno. Una novità che secondo il M5S sarebbe stata inserita proprio per penalizzare i Pentastellati che, rifiutando i rimborsi elettorali, non hanno mai depositato i bilanci.

Tra le modifiche più rilevanti inserite nel passaggio alla camera va ricordata la sospensione anche per il 2016 della tassa sui licenziamenti (il contributo che il datore di lavoro avrebbe dovuto pagare anche quando, ai licenziamenti effettuati in conseguenza di cambi di appalto o di completamento delle attività e chiusura del cantiere nel settore delle costruzioni edili, faccia subito seguito la riassunzione presso altra azienda). Prorogato per quest’anno il finanziamento del 10% aggiuntivo di integrazione salariale per i lavoratori in contratto di solidarietà (si vedano ItaliaOggi del 4/2 e del 5/2). Molte novità anche in materia di enti locali. Province e città metropolitane potranno prorogare, per comprovate necessità, i contratti di lavoro a tempo determinato fino al 31 dicembre 2016. La chance vale anche per le province che non abbiano rispettato il patto di Stabilità interno dell’anno 2015 e per i contratti di co.co.co. e a progetto. Prorogata per il 2016 la possibilità di utilizzare senza vincoli di destinazione i risparmi derivanti dalla rinegoziazione dei mutui.

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