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Milleproroghe, sì a Napolitano

di Mario Sensini  

ROMA— Le modifiche concordate con il Quirinale, poi la doppia fiducia, per evitare l’ostruzionismo dell’opposizione: questa sera alla Camera dei deputati, sabato pomeriggio al Senato. Il governo gioca le ultime carte per portare a casa prima della decadenza (il 28 febbraio) il decreto milleproroghe, «stoppato» dal presidente della Repubblica dopo essere stato stravolto dagli emendamenti dello stesso esecutivo rispetto al testo originario. Ieri a tarda sera, dopo una giornata di fibrillazioni, il governo ha presentato a Montecitorio un maxiemendamento che sostituisce interamente il vecchio testo, già approvato dal Senato in prima lettura. Dal Milleproroghe spariscono, dunque, le norme contestate dal Quirinale, cioè quelle slegate dalla proroga dei termini di legge, quelle di carattere ordinamentale o prive dei requisiti di necessità e urgenza. Saltano, dunque, l’assunzione su base provinciale dei precari della scuola e la proroga delle graduatorie dei concorsi, la riorganizzazione della Consob e l’aumento del numero degli assessori e dei consiglieri comunali di Roma capitale (anche se il sindaco, Gianni Alemanno, ha già detto al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che «non è finita qui!» ). Con il maxiemendamento il governo ha poi rinunciato alla proroga delle concessioni nella zona dell’Etna e al blocco delle demolizioni degli immobili abusivi in Campania (tra lo sconcerto dei parlamentari pdl del Sud) e agli incroci azionari tra proprietari di giornali e televisioni (resterà fino a tutto il 2011, non oltre). Dal decreto milleproroghe, dove vengono parzialmente modificate le norme sull’anatocismo bancario (le somme già pagate non saranno restituite), saltano anche la proroga della presidenza dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici e i servizi, e le norme sul «salvamento acquatico» . Qualche altra novità potrebbe emergere ancora stamattin a , d o p o l ’ e s a m e d i ammissibilità del maxiemendamento da parte del presidente della Camera, Gianfranco Fini, e che, dopo i rilievi del Colle, si annuncia molto severo. Subito dopo il decreto sarà in aula a Montecitorio per l’approvazione con il voto di fiducia ed il giorno dopo il testo arriverà al Senato per una terza rapidissima lettura. Le modifiche al provvedimento sono state concordate ieri tra il governo e la maggioranza, dopo un Consiglio dei ministri straordinario ed un colloquio tra Tremonti ed il presidente della Repubblica. Il governo ha tentato anche di evitare il voto di fiducia, cercando un accordo con l’opposizione prima della presentazione del maxiemendamento, ma la mediazione con l’opposizione non è stata trovata. Il nuovo Milleproroghe apre problemi anche dentro la maggioranza. Sulle demolizioni in Campania si è discusso a lungo e i deputati pdl del Sud protestano perché nessuna delle nuove modifiche riguarda gli interessi del Nord.

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