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Milleproroghe, è guerra sul design

di Francesco Cerisano e Alessandra Ricciardi 

La partita è tra mobilifici brianzoli e toscani. Il campo di battaglia il decreto milleproroghe. Oggetto del contendere la sospensione della tutela del diritto d'autore per i prodotti di alto design. La moratoria per coloro che hanno fabbricato mobili e elementi d'arredo copiandoli da opere di disegno industriale divenute di pubblico dominio coprirà solo il periodo dal 19 aprile 2001 al 19 aprile 2006.

Non arriverà dunque fino al 2016 come inizialmente previsto nel testo del decreto milleproroghe approvato dalla camera. Dieci anni in più che avrebbero fatto molto comodo ai mobilifici toscani sorti nell'ultimo periodo in Val d'Elsa e Valdarno e recentemente specializzati in questo tipo di produzioni. A danno di quelli brianzoli che reclamano di essere arrivati per primi.

Alla camera il salvacondotto di 15 anni è stato inserito come emendamento al dl 216 e subito ha sollevato più di un mormorio, avendo tutte le sembianze di un favore fatto dal Pd ai mobilieri di un territorio in cui il partito di Pierluigi Bersani è tradizionalmente forte.

Ora il senato sembra voler tornare indietro. Tra i 600 emendamenti al milleproroghe presentati ieri a palazzo Madama, quello del relatore Pdl, Lucio Malan, è sicuramente il più importante. Anche perché rischia di creare un po' di tensione nell'amplissima maggioranza che sostiene il governo Monti.

Pare infatti che l'altro relatore, Vidmer Mercatali del Pd, abbia sollevato dubbi sull'iniziativa del collega di abrogare in toto l'art. 22-bis inserito nel decreto a Montecitorio. Malan è sincero e ammette di non aver concordato il proprio emendamento col collega. Ma guai a parlare di guerra del mobile e di un favore ai brianzoli. «Sono contrario all'estensione della moratoria punto e basta», dice a ItaliaOggi, «anche se è un dato di fatto che alla camera sia stata votata da deputati del Pd. Non so però se il partito democratico la condivida o meno».

Tra le altre proposte di modifica presentate dai relatori se ne segnala un'altra, sempre a firma di Malan sulla copertura delle riserve tecniche con titoli obbligazionari per le imprese assicurative. Il costo d'acquisto non sarà calcolato alle quotazioni correnti.

Mercatali propone invece una proroga al 31 dicembre 2012 delle graduatorie 2009 relative a 825 funzionari dell'Agenzia delle entrate e uno stanziamento extra di 500 mila euro a favore dello Svimez.

Per le modifiche più «pesanti» bisognerà attendere oggi quando i relatori concorderanno col governo l'emendamento (o gli emendamenti, potrebbero infatti essere molteplici) sulla delicata questione dei lavoratori esodati.

La linea di massima sarà considerare validi tutti gli accordi sottoscritti (dai lavoratori che hanno beneficiato di incentivi all'esodo) «entro il 31 dicembre 2011». Ma sull'ampliamento della platea di beneficiari peseranno non poco le risorse che il governo deciderà di mettere in campo. Mercatali l'ha fatto capire chiaramente: «i soldi sul piatto sono pochi». Lasciando anche intendere che il capitolo esodati rappresenterà da solo «il 90% di tutte le modifiche», ha dichiarato a ItaliaOggi.

L'idea dei relatori è di arrivare già oggi al voto, in modo da far approdare il testo in aula per martedì prossimo. La tabella di marcia peraltro richiede tempi stretti. Il dl decade il 27 febbraio e dovrà tornare alla camera per la terza lettura. Logico quindi che il governo Monti per evitare sorprese faccia ricorso alla fiducia. E ci sono molte possibilità che il testo delle commissioni sia quello che l'aula approverà, ossia quello definitivo.

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