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Mille euro per ogni start-up

Le neo imprese che non hanno diritto ai contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni 1 (41/2021) potranno ottenere per il 2021 un indennizzo di mille euro cadauna, purché l’attività sia iniziata nel 2019. L’agevolazione (prevista nel testo del dl licenziato in commissione al Senato) non va confusa con la defiscalizzazione fino al 2025 dell’imposta al 26% sulle plusvalenze per chi investe nelle start-up innovative. I criteri e le modalità di attuazione delle disposizioni previste dal decreto 41 verranno stabiliti con un decreto del ministero dell’economia e finanze di prossima emanazione. Il contributo a fondo perduto riconosciuto agli aventi diritto verrà concesso nel limite di 20 milioni di euro per l’anno 2021.

I contributi alle start-up. Le imprese in fase di start-up, ovvero i soggetti che hanno attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, la cui attività è iniziata nel corso del 2019, come è possibile riscontrare dalle risultanze del registro delle imprese tenuto presso la competente Camera, possono dunque ottenere un contributo a fondo perduto nella misura massima di mille euro per l’anno 2021. A tali imprese spetterà il beneficio purché non abbiano diritto al contributo previsto dal decreto Sostegni (art. 1, dl 41/2021), in quanto l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 non è inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 (in ogni caso devono essere rispettati gli altri requisiti e condizioni previsti dal predetto art. 1 del dl 41/2021). In particolare, il contributo alle start-up non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rileva altresì ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del Tuir e non concorre alla formazione della base imponibile Irap. In alternativa, a scelta irrevocabile del contribuente, l’indennizzo è riconosciuto nella sua totalità sotto forma di credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate.

Start-up innovative. Il decreto agevola anche fiscalmente le start-up, ma in questo caso il legislatore si è rivolto specificamente alle start-up innovative, nonché alle piccole e medie imprese innovative. La bozza del testo prevede che i soggetti che investiranno in queste realtà non pagheranno fino al 2025 l’imposta al 26% sulle plusvalenze che derivano dalla cessione di partecipazioni. Per godere dei benefici, tuttavia, le plusvalenze dovranno essere reinvestite in start up o Pmi innovative e dovranno essere possedute per almeno tre anni.

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