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Milano, telematica à go-go

di Gabriele Ventura

A Milano avanza il processo civile telematico. Con i decreti ingiuntivi online cittadini e imprese hanno risparmiato tra gli 8 e i 18 milioni di euro, a seconda del tasso applicato. Mentre per le notifiche telematiche il risparmio atteso è pari a circa 1 milione di euro l'anno per le sole spese di spedizione e stampe delle comunicazioni.

Con quasi un milione di notifiche inviate dal Tribunale di Milano agli studi legali dal 1° giugno 2009 a oggi e 12 mila ore di lavoro in meno per le cancellerie. Sono invece quasi 6 mila gli atti dei giudici realizzati in via telematica tra gennaio e ottobre scorsi. E i verbali di udienza messi a disposizione con lo strumento del web sono stati più di 3.500. Sono alcuni dei numeri sul processo civile telematico contenuti nella relazione che il presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, leggerà alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, facendo il punto sul periodo 1° luglio 2009 – 30 giugno 2010. Un passaggio del documento, infatti, è dedicato proprio all'implementazione del pct, con l'Ordine degli avvocati di Milano indicato come il principale partner delle varie iniziative.

Decreti ingiuntivi. A partire dal 2007, si legge nella relazione della Pomodoro, è attivo il sistema di gestione dei decreti ingiuntivi telematici, che si aggiunge alla possibilità di ricorrere al modello tradizionale cartaceo. A oggi, i decreti ingiuntivi telematici hanno raggiunto il 60% del totale dei decreti emessi e hanno permesso di ridurre i tempi di emissione. Inoltre, la riduzione dei tempi di definizione o rigetto dei decreti ingiuntivi attraverso il ricorso al pct ha comportato un risparmio per i cittadini e le imprese in termini di minori oneri passivi che oscilla, afferma la Pomodoro, tra gli 8 e i 18 milioni di euro. È in corso l'estensione della gestione telematica dei decreti ingiuntivi alla fase di esecutorietà.

Notifiche telematiche online. Dal 1° giugno 2009 al Tribunale civile di Milano hanno valore legale le notifiche e le comunicazioni di cancelleria telematiche. Il risparmio atteso, secondo la relazione, è pari a circa 1 milione di euro l'anno per le sole spese di spedizione e stampe delle comunicazioni. Analogamente il tempo risparmiato dalle cancellerie è pari a 12 mila ore di lavoro. Grazie all'implementazione del servizio, i tempi di notifica sono stati abbattuti a pochi minuti per la gestione dell'intero ciclo della comunicazione, a fronte di tempi di attesa stimati per le modalità tradizionali e cartacee che andavano da una a un massimo di tre settimane. Anche i tempi dei processi hanno ottenuto effetti positivi, dal momento che, afferma il presidente del Tribunale, è stato possibile azzerare i rinvii di udienza per difetto di comunicazione. Dall'attivazione del servizio a oggi, sono quasi un milione le notifiche inviate dal Tribunale di Milano agli studi legali.

Memorie telematiche e atti del giudice. Grazie al contributo economico e di assistenza dell'Ordine degli avvocati di Milano, si legge ancora nella relazione, a partire dal 2009 sono cominciate le sperimentazioni per la telematizzazione delle memorie processuali in ambito civile. Nell'ambito della sperimentazione è stata realizzata un'attività di formazione diretta a 150 magistrati e l'avvio di un sistema di assistenza on site. Dopo circa tre mesi di sperimentazione, il sistema è entrato a regime e il totale degli atti dei giudici realizzati in via telematica, nel periodo gennaio-ottobre 2010, è pari complessivamente a 5.816 atti.

I processi civili e penali. I procedimenti penali in ingresso nel 2010, secondo la relazione, sono stati 14.683, il 7,1% in meno rispetto all'anno precedente. Di questi, il 38% riguarda procedimenti con rito direttissimo. Dopo il significativo recupero di arretrato realizzato nel 2009, afferma la Pomodoro, nel 2010 la capacità di esaurimento dei procedimenti è rimasta pressoché stabile e il numero delle pendenze si attesta a 6.287 unità nel complesso. Il numero dei procedimenti che si esaurisce dopo oltre due anni di tempo è pari al 2,9% del totale. Nel settore civile, invece, il numero dei procedimenti in ingresso è cresciuto dell'1,74% nel 2010 rispetto all'anno precedente, e nella stessa percentuale è aumentato il tasso di esaurimento dei procedimenti (+ 1,73%). Il numero dei procedimenti pendenti a fine periodo si è ridotto dell'1,2% rispetto all'anno passato e del 2,4% rispetto a due anni prima, portando le pendenze a 62.400 unità. Per quanto riguarda i tempi, nel 2009 il dato medio della conclusione dei procedimenti definiti con sentenza era pari a 998 giorni, circa 2,7 anni. La crisi di questi anni ha avuto infine pesanti conseguenze, visibili nel dettaglio dei movimenti del settore civile. I provvedimenti in ingresso per esecuzioni mobiliari e immobiliari sono cresciuti infatti rispettivamente del 16,3% e del 24,4% rispetto all'anno precedente, con ripercussioni sull'arretrato. Ancora più grave la situazione sui procedimenti in materia fallimentare: nel 2010 le istanze di fallimento sono cresciute del 27,8% (pari a 2.212 istanze) mentre i fallimenti del 32,5% (848 fallimenti).

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