Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Milano :stop al cantiere di Porta Vittoria

di Massimo Sideri

MILANO — Era difficile che un cantiere fermo non si notasse nella effervescente Milano pre e post elettorale. E infatti così è stato. Porta Vittoria, il sogno di rinascita di Danilo Coppola (ma anche l’unica strada per rientrare dai propri crediti per le banche, Banco Popolare in primis) è fermo da oltre un mese. Più o meno da quando 300 operai e sei gru in piena azione avevano accolto a fine aprile una missione invitata a vedere i progressi fatti che in effetti c’erano ed erano rappresentati dalla conclusione dei livelli sotterranei dei parcheggi. «Tutti ci stiamo domandando perché, ma qui i lavori sono molto rallentati, a tratti fermi direi» racconta Emilio che vive a due passi e passeggia spesso nell’area che costeggia viale Umbria vicino al passante ferroviario. Gli abitanti sono giustamente preoccupati di rimanere impantanati in un cantiere fermo che è ben lontano dai favolosi rendering promossi dal cartellone all’ingresso. Con tutti i problemi di viabilità che questo comporterebbe. Dalla società che sta eseguendo i lavori, la Colombo costruzioni dell’omonima famiglia, non trapelano preoccupazioni. Una fonte vicina alla società parla di un normale stop ai lavori per la conversione del progetto di un cinema multisala (un altro!) in altri appartamenti residenziali. Anche se la richiesta di variante sarebbe stata presentata prima dell’attivismo sbandierato ai quattro venti poche settimane fa. I lavori dovrebbero riprendere a breve. A giorni dicono alcuni. Entro fine mese raccontano i più prudenti. Ma l’unica cosa certa è che nulla si muoverà fino a quando le banche creditrici dell’ex impero di Coppola — detto er cash per la preferenza nell’uso del contante, almeno quando ne aveva in grandi quantità — non delibereranno la nuova tranche di finanziamenti al progetto. E tenere un cantiere così grande fermo qualche costo lo dovrà pure avere. La prima tranche da 90 milioni, quella per la quale Pier Francesco Saviotti, consigliere delegato del Banco Popolare, aveva combattuto anche internamente alla banca, era arrivata almeno in parte regolarmente alla ditta costruttrice e agli altri soggetti in campo. Tanto che il cantiere è stato in parte rialzato fino al piano zero. Ma la seconda parte è più complessa. Qui dovrà entrare in azione un pool di istituti. Tra i creditori di Coppola — ex «padrone» di casa degli Agnelli, avendo rilevato dall’immobiliarista Luigi Zunino anni fa la Ipi con tanto di Lingotto dentro, ma soprattutto ex «furbetto del quartierino» , indimenticabile copyright di Ricucci— c’è Unicredit coinvolta come ex Capitalia nei progetti romani di er cash. E anche la Banca Arner, finita l’anno scorso sotto inchiesta dopo un’ispezione di Bankitalia. Dagli istituti trapela un moderato ottimismo. Anche qui si racconta che a settimane, se non a giorni, tutto dovrebbe andare in porto con le delibere. Ma intanto una prima data di metà maggio è passata in cavalleria. Il calendario degli eventi potrebbe non essere casuale. Lo scorso 23 maggio sono arrivate le nuove grane giudiziarie per Coppola. Bancarotta fraudolenta per distrazione e appropriazione indebita in concorso con altre persone. Sono le nuove accuse formulata dalla procura di Roma per l’immobiliarista già condannato a sei anni di reclusione in primo grado per il fallimento della società Micop. La richiesta è emersa dall’atto di chiusura delle indagini notificato dai Pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, titolari del fascicolo. Provvedimento che prelude alle richieste di rinvio a giudizio per lo stesso Coppola e altre 11 persone. Insomma, qualcuna tra le banche potrebbe anche essere interessata a sapere come finirà il nuovo capitolo giudiziario dell’ex furbetto, magari per metterlo sotto pressione. D’altra parte anche per le banche la situazione cambiata negli ultimi due-tre mesi. Gli aumenti di capitale si sono fatti sentire. Senza contare che il clima da downgrade di parte dell’Europa potrebbe avere riflessi sui bilanci. Anche se è difficile che Coppola, che sta puntando tutto su Porta Vittoria per certificare il proprio ritorno, possa accettare sic et simpliciter di fare un passo indietro.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il caso Unicredit-Mps, che ha posto le premesse per il passo indietro dell’ad Jean Pierre Mustier ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con il lockdown la richiesta di digitalizzazione dei servizi finanziari è aumentata e le banche han...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Credito Valtellinese ufficializza il team di advisor che aiuterà la banca nel difendersi dall’...

Oggi sulla stampa