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Milano e Roma guidano la classifica del «paperless»

Commercio all’ingrosso e al dettaglio riparazione di autoveicoli e motocicli: a questo settore spetta il record delle fatture elettroniche a febbraio, con oltre 550 mila operatori che hanno già avviato il servizio. Dal primo gennaio 2019, data di entrata in vigore dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, sono stati inviati 228 milioni di file da parte di 2,3 milioni di soggetti: in pratica, circa 100 e-fatture a operatore. La Lombardia è prima in classifica, con un terzo dei file trasmessi.

La fotografia dell’Agenzia delle Entrate sulla digitalizzazione e tracciabilità degli incassi spiega come si muovono i flussi economici nel Paese. Il settore che maggiormente ha abbracciato la trasmissione paperless è quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio (riparazione di autoveicoli e motocicli), che registra 55 milioni di invii da parte di oltre 550 mila operatori. Bene anche la fornitura di energia con 46 milioni, e i servizi di informazione e comunicazione (47 milioni). Solo 3 milioni di fatture le registra il settore edile. Nel manifatturiero sono oltre 20 milioni le e-fatture trasmesse, mentre superano la soglia dei 10 milioni i file inviati da chi opera in attività di noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese. Per quanto riguarda la platea degli operatori coinvolti, tra i più attivi, dopo concessionarie e autofficine, troviamo liberi professionisti (338 mila), agenti immobiliari (142 mila), alberghi e ristoranti (121 mila).

«Si tratta di numeri importanti ma, nel caso dei commercianti, era necessario introdurre degli scaglioni. Ad esempio escludere la fattura elettronica per importi minimi, fino a 100 euro. Sotto questo tetto poteva bastare lo scontrino — afferma Marino Gabellini, responsabile dell’Ufficio tributario di Confesercenti —. Nel caso di piccoli importi, i costi amministrativi rischiano di superare i margini dell’imprenditore».

La Lombardia, prima in classifica per numero di fatture trasmesse, con oltre 80 milioni di invii, si conferma locomotiva economica del Paese. Seguono il Lazio (51 milioni), e l’Emilia-Romagna (13 milioni). Tra le regioni del Nord bene anche Veneto e Piemonte, entrambe attorno ai 12 milioni. Al Sud la Campania fa registrare quasi 7 milioni di invii, mentre Sicilia e Puglia registrano 4 milioni di documenti digitali.

Il 4,4% degli invii, invece, non è andato a buon fine per errori nella comunicazione come partita Iva errata, fattura duplicata, errore nell’estensione del file, due o più fatture con lo stesso nome.

Barbara Millucci

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