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Milano risale con banche e industria

di Stefano Carrer

Non accadeva da un paio di mesi: tre sessioni consecutive di avanzata per Piazza Affari, partita bene con i titoli industriali per poi infiammarsi grazie al forte balzo del settore bancario, che ha anche portato a una serie di sospensioni per eccessi di rialzo. Alla fine, la performance del mercato azionario italiano brilla nella giornata positiva di tutta Europa, con l'indice Ftse Mib in progresso del 3,55% a quota 14,642,72 – dopo aver toccato una punta del +4,7% – e il +3,24% dell'All Share a 15.497,06. A fare da detonatore al rally dei bancari è stato l'annuncio a sorpresa, nel primo pomeriggio, dell'azione coordinata tra la Banca Centrale Europea, la Federal Reserve e gli istituti centrali di Inghilterra, Giappone e Svizzera per assicurare liquidità in dollari alle banche europee fino alla fine dell'anno. Una mossa decisiva per allontanare lo spettro di un imminente "credit crunch" nel mercato monetario, visto che la Bce avvierà tre operazioni di rifinanziamento in dollari del sistema bancario dell'Eurozona a tre mesi, tasso fisso e importo illimitato: i due principali gruppi bancari, Intesa Sanpaolo e UniCredit, sono stati sospesi al rialzo dopo uno strappo del 10%. La prima ha chiuso con l'avanzata più forte (+10,27%), il secondo con un passo del +6,9% anche se ha messo il freno alle indiscrezioni su un imminente disimpegno da Polonia e Turchia. Un po' più contenuto (+4,8%) il rimbalzo di Mps e limitato all'1-2% quello di altri istituti finanziari.

Se alcuni operatori hanno accolto senza esaltarsi la mossa della Bce (in quanto indicazione della gravità delle ombre che aleggiano sul mercato interbancario), la maggior parte dei trader ha apprezzato il decisionismo preventivo dell'Eurotower, che finisce per risvegliare la propensione al rischio: come minimo è un salutare guadagno di tempo, in attesa di auspicabili soluzioni più strutturate.

A favorire gli acquisti sono state anche le scadenze tecniche di oggi, al di là dell'attenuazione dei timori gravanti sull'eurozona – evidente anche a dispetto dei nuovi "nein" tedeschi al progetto eurobond – che ha effetti positivi anche sulle azioni delle aziende dell'economia reale. Un rasserenamento relativo, dunque, che ha comunque spronato ampie ricoperture (già emerse ieri) nei comparti più penalizzati negli ultimi tempi, dalle banche all'auto. Non a caso spicca – in sintonia con il buon andamento delle altre case europee – la ripresa dei titoli di Fiat (+5,17%) e Fiat Industrial (+3,22%), con un progresso del 4,93% della holding Exor (mentre Pirelli ha chiuso a +3,07%). Del resto, un report di Mediobanca ha stimato che non avrà conseguenze sul titolo del gruppo automobilistico il rinvio del lancio di alcuni prodotti e la revisione al ribasso – ormai attesa – dei volumi di vendita dell'Alfa Romeo (le cui voci di cessione si stanno rafforzando). In denaro anche il settore tecnologico-industriale, che ha visto il +4,26% di STMicroelectronics, mentre Ansaldo Sts ha preseguito la marcia (+1,13%) dopo il +20,2% della sessione precedente sulle voci di una possibile cessione – magari assieme ad AnsaldoBreda – da parte della controllante Finmeccanica (che ha ceduto solo lo 0,33% dopo la brillante performance di mercoledì). Se lo spirare delle scadenze tecniche trimestrali suggerisce un'ampia volatilità per la seduta di oggi, i redivivi graficisti sottolineano che il leggero ridimensionamento nella fase finale delle contrattazioni è compatibile con una prosecuzione degli acquisti sul breve periodo, con un primo obiettivo verso i massimi toccati ieri in area 14.800 per poi cercare l'allungo verso la soglia di 15mila.

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