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Milano rallenta la corsa dei tram “ Mettono a rischio l’Ultima cena”

Tram più lenti e bus turistici allontanati. Per proteggere l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, serve anche questo. Il Comune di Milano, su richiesta della direzione del Cenacolo, ha deciso di far diminuire la velocità dei tram 16 e 19 nei cento metri di corso Magenta che costeggiano il convento di Santa Maria delle Grazie. Una riduzione a 15 chilometri all’ora per limitare l’impatto: ogni volta che i mezzi pesanti passano e si fermano vicino all’edificio, infatti, arrivano delle vibrazioni anche sulla parete del delicato capolavoro leonardesco. Una sollecitazione costante che a lungo andare potrebbe risultare rischiosa, visto che l’opera del XV secolo si trova su un’antica parete conservata nell’ex-refettorio rinascimentale del convento su cui sono già stati fatti interventi per garantirne la stabilità.
Ad accorgersi di queste vibrazioni è stato il gruppo di ricerca che lavora quotidianamente per preservare il dipinto, guidato dalla direttrice del museo Chiara Rostagno: dotati di un sistema di monitoraggio strutturale statico all’avanguardia, gli studiosi hanno modo di osservare in tempo reale quello che accade sulla parete. Proprio questi strumenti hanno rilevato che il traffico all’esterno fa registrare maggiori vibrazioni quando sul corso passano mezzi pesanti, ovvero tram e bus turistici. Da qui la decisione di far rallentare i mezzi sui binari già da prima, quando si trovano all’incrocio con via Caradosso, e farli quindi arrivare a velocità ridotta alla fermata. Si è scelto poi di cambiare il punto di arrivo dei mezzi a due piani con i turisti che scenderanno dall’altra parte, tra via Caradosso e piazza Virgilio: un’operazione che toglierebbe il passaggio quotidiano di sessanta bus e ridurebbe ancora il fenomeno. «Abbiamo ringraziato la direzione del Cenacolo per averci avvisato e per la serietà che stanno dimostrando— dice Marco Granelli assessore comunale ai trasporti — per una volta si riesce a intervenire prima che i problemi si verifichino. Insieme al Sindaco abbiamo dato piena disponibilità per fare tutto ciò che è necessario».
Se questi primi interventi non dovessero essere sufficienti a ridurre le vibrazioni, l’ipotesi è quello di coinvolgere anche l’azienda di trasporti, l’Atm, e cominciare a pensare a delle misure strutturali. Da gennaio si costituirà un comitato di studio che farà le prime valutazioni: in futuro potrebbe essere necessaria la modifica delle rotaie del tram, oppure la creazione di un diaframma di gomma sotto il livello stradale che possa assorbire subito le vibrazioni in arrivo dalle ruote.
L e misure partono oggi e rientrano in un progetto generale di “difesa” del dipinto avviato da qualche anno per riunire le conoscenze scientifiche più avanzate in tutti i settori che interessano il Cenacolo. Il primo nemico dell’Ultima Cena, oggi, sono le polveri sottili che arrivano dentro il refettorio trasportate dai visitatori: è già presente un sistema di filtraggio che “ripulisce” chi entra e riduce di molto la quota di pm10 nella sala, presto ne arriverà un secondo (cofinanziato con la sponsorizzazione di Eataly) che renderà l’aria ancora più pulita e consentirà di aumentare il numero di visitatori. Ogni giorno, poi, i ricercatori dell’Università Bicocca, guidati dal professor Ezio Bolzacchini, monitorano la qualità dell’aria all’interno del refettorio. Uno sforzo conservativo che non ha eguali nel mondo, assicurano gli esperti. Ma necessario per garantire un futuro a tanta fragile bellezza.

Luca De Vito

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