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Milano prima, calano i redditi alti

A Milano va il primato del capoluogo di provincia con i redditi medi più elevati, ma dai dati relativi alle dichiarazioni 2011 emerge che anche i più ricchi fanno i conti con le difficoltà dell’economia. La crisi economica e finanziaria degli ultimi cinque anni non sembra aver risparmiato neanche i contribuenti che vivono nei capoluoghi di regione e sono entrati a far parte del club degli «oltre 100mila euro». Dal 2006 al 2010, i redditi Irpef dichiarati al fisco ai fini dell’addizionale comunale hanno subìto contrazioni che toccano punte superiori al 10% come è accaduto dal Sud al Nord, a Catanzaro (-10,3%) o nella più lontana Trento (-10,1%). La riduzione dei redditi medi dichiarati dagli over 100mila non ha risparmiato neanche Milano (-7,3%) e Torino (-7,5%). Il solo valore positivo, un +4%, lo fanno registrare i contribuenti di Campobasso, mentre limitano i danni veneziani con -0,9% e triestini con -1,8%. Anche se va tenuto conto che l’imponibile non considera i redditi immobiliari e gli oneri deducibili.
La contrazione dei redditi medi è ancor più significativa se si considera che, dai dati resi noti dal dipartimento delle Finanze, il ristrettissimo club dei 100mila euro (in media è circa il 2% dei contribuenti) vede aumentare le sue iscrizioni. Ad esempio, in valori assoluti, i romani che dichiarano al fisco oltre 100mila euro sono cresciuti di oltre 8mila unità dal 2006 al 2010, mentre il reddito medio dichiarato si è ridotto di circa 7mila euro (-3,5%), passando dai 188.048 a 181.152 euro. Il predominio di Roma e Milano è in linea anche con il fatto che sono le due città con il più alto numero di contribuenti over 300mila euro e tenuti, quindi, a pagare il contributo di solidarietà (si veda Il Sole 24 Ore del 18 gennaio scorso). Attenzione, però: potrebbe trattarsi solo di lacrime di coccodrillo. La riduzione dell’imponibile medio dichiarato può avere anche un’altra spiegazione: un’erosione dell’effetto compliance, vale a dire dell’adeguamento spontaneo dei contribuenti a dichiarare di più in Unico. E anche questo per il fisco non sarebbe un buon segnale.
La classifica dei primi dieci comuni per redditi medi Irpef decreta comunque il primato della Lombardia, che piazza otto centri, soprattutto piccoli, nei primi dieci posti. Il primato spetta a Galliate Lombardo, sulle rive del lago di Varese: meno di 600 contribuenti, reddito medio di 74.744,50 euro. Un dato ancora più stupefacente se si pensa che nel 2006 la ricchezza dei cittadini del ridente paesello si fermava a 29.627,90 euro. Il balzo, che ha permesso a Galliate Lombardo di superare anche il consolidato primato di Basiglio (località residenziale vip alle porte di Milano), è forse dovuto anche a qualche cittadino illustre, come il calciatore Ronaldinho, che dal 2008 al 2010 aveva scelto di vivere sulle sponde del lago, nella villa che fu di Ugo Tognazzi. Tra i dieci comuni a reddito più basso, Nord e Sud sono rappresentati in modo paritario: si tratta di piccoli centri del Cuneese, del Comasco e della Calabria accomunati da un sostanziale isolamento geografico. A livello di capoluoghi di provincia, il Nord conferma il primato, occupando le prime 13 posizioni (eccetto la quinta, conquistata da Roma), soprattutto con città lombarde (Milano, Bergamo, Monza e Pavia). Quattordicesima è Cagliari, che stacca nettamente il resto della Sardegna.
Il primo capoluogo del Sud risulta Caserta, al ventesimo posto, che precede città settentrionali solitamente considerate ricche come Trento, Brescia e Udine. Buoni anche i redditi denunciati ad Avellino, Salerno e Lecce, che precedono di poco Napoli e Bari.
In fondo alla classifica, oltre ad alcune città meridionali solitamente in coda anche per qualità della vita, ci sono molti capoluoghi delle province istituite nel 2008.

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