Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Milano nel vortice europeo

di Luca Davi

Metteteci la paura per il possibile default della Grecia. Aggiungeteci l'aggravarsi delle incertezze sulla solidità delle banche francesi. Al tutto sommate le tensioni sui titoli di Stato italiani e i rischi, sempre più ricorrenti, di una recessione, forse non evidente del tutto nei numeri, ma certo palese nelle ansie degli investitori.

Ecco il mix che ha causato l'ennesima giornata di passione per il listino milanese. Ieri il Ftse Mib ha perso il 3,17% risultando, ancora una volta, il peggiore indice in Europa, dove in verità tutte le borse principali – da Londra (-2%) a Francoforte (-2,8%) – hanno chiuso in territorio negativo. Insomma, nell'assenza di notizie di rilievo e nel corso di una seduta piuttosto volatile, l'indice è rimasto per tutto il tempo in rosso, arrivando a toccare un picco negativo superiore al -3,5%.

A pesare sulla performance della Borsa italiana sono stati anzitutto i titoli industriali. L'automotive, in particolare, è stato decisivo. Pirelli ha lasciato sul terreno il 4,7%. Un calo che segue a ruota quello di Michelin (-5,9% a Parigi), che si è vista tagliare il giudizio da Morgan Stanley. Ma a cadere sono state anche le Fiat (-2,5%) e Fiat Industrial (-3,7%). È la conferma che le pressioni al ribasso derivanti da un rischio di rallentamento economico continuano ad avere il loro effetto. «Nel dubbio, gli investitori alleggeriscono sempre il loro portafoglio», spiega un operatore. Ma a subire le vendite sono stati anche gli energetici: Enel, ad esempio, è arretrata del 2,9%. Eni, da parte sua, è scesa dell'1,9%. Proprio il titolo del Cane a sei zampe ha ulteriormente fatto calare il Ftse Mib alla luce di uno stacco del dividendo (0,52 euro) non trascurabile per il peso che ha il titolo nel paniere complessivo. Tra i titoli industriali va segnalata la disastrosa seduta di Finmeccanica: -8,6%. Il titolo della difesa, che venerdì era volato sulle voci di un possibile interessamento estero al settore ferroviario del gruppo, ieri è stato penalizzato dalle dimissioni del consigliere di amministrazione delle Seicos e presidente della controllata Ssi, Salvatore Metrangolo, rimasto coinvolto in un'indagine di Bari su un giro di escort. Dimissioni, queste, che sono giunte 24 ore dopo quelle del direttore commerciale di Finmeccanica, Paolo Pozzessere.

E le banche? Il comparto italiano (-2%) ha paradossalmente fatto meglio di quello europeo (-3,4%), appesantito, come detto, dalla crisi degli istituti francesi. La traballante Grecia ieri insomma faceva più paura alle (ben più esposte) banche d'Oltralpe che a quelle italiane. A tenere sono state così Banco Popolare (+1,4%) e Ubi (-0,3%), sostenute da voci che le vorrebbero protagoniste di fusioni o acquisizioni. Un po' come per UniCredit (-1,3%) e Banca Mps (-2,6%). Nel primo caso ieri si sono rincorsi i rumors di un rinvio dell'aumento di capitale e di possibili cessioni. Per quanto riguarda la banca senese, invece, sono tornate alla ribalta le indiscrezioni relative a una possibile fusione con Intesa Sanpaolo (-4,1%). Voci, infine, anche su Mediobanca (-0,8%): in questo caso (si veda articolo a lato) Diego Della Valle potrebbe sostituire Jonella Ligresti nel board di Piazzetta Cuccia.
 

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La nuova autorità nasce il mese prossimo con l'obiettivo di colpire i traffici illeciti. Leggi ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alle imprese italiane che hanno fatto ricorso alle moratorie previste dall’articolo 56 del decret...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una spinta, sia pure indiretta, a una più complessiva riforma della riscossione (cui peraltro il G...

Oggi sulla stampa