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Milano mette all’asta il 30% di Sea

di Sara Monaci

Per Sea domani sarà il giorno delle scelte. Il Comune di Milano, che detiene l'84,6% della società aeroportuale di Linate e Malpensa, dovrebbe sciogliere tutti i dubbi sul bando con cui venderà contemporaneamente il 20% di Sea e il 18,6% della holding stradale Serravalle. Oppure, il 30% della sola Sea.

Ieri pomeriggio dalla riunione di giunta sono sostanzialmente emerse queste due ipotesi: bando unico, con una vendita congiunta delle due quote societarie; bando unico con possibilità di offerte disgiunte per Sea e Serravalle, e in tal caso per la società aeroportuale si ipotizza la cessione del 30 percento. Una fetta significativa, per cui potrebbe esserci più concorrenza del previsto.

In ogni caso, si va verso il bando unico per velocizzare i tempi e rendere più efficace la vendita, necessaria per Palazzo Marino per risanare i conti comunali, che rischiano a fine anno di sforare il patto di stabilità di oltre 350 milioni. Evento, questo, da scongiurare per la pubblica amministrazione milanese, soprattutto in vista degli investimenti da affrontare per Expo 2015, che in caso di mancato rispetto dei parametri contabili nazionali potrebbero essere bloccati, insieme alla riduzione drastica della spesa corrente e al blocco delle assunzioni.

La doppia alternativa può cambiare tuttavia gli scenari. I vertici del Comune di Milano, che tentano da 6 mesi di vendere Serravalle (con due bandi andati deserti e una base d'asta passata da 170 a 145 milioni), hanno ritenuto che unire al 18,6% di una società autostradale poco appetibile il 20% di una società aeroportuale in crescita (si stimano per i prossimi anni incrementi esponenziali di ricavi e utili) rendesse più facile la vendita. Questa considerazione è stata di fatto costruita intorno all'offerta del fondo F2i, che da mesi è in contatto con Palazzo Marino, e che per garantirsi l'ingresso in Sea si è anche proposto per rilevare il 18,6% di Serravalle.

La sua offerta, molto interessante per il Comune, è pari a 380 milioni complessivi: 145 per Serravalle e 235 per Sea, alla condizione di diluire i pagamenti per Sea in tre tranche (165 subito, 35 nel 2012 e 35 nel 2013) e di distribuire al Comune 35 milioni di extradividendi in meno, rispetto ai 160 milioni messi nel bilancio comunale previsionale 2011. Per il fondo gestito da Vito Gamberale si parla peraltro di un interessamento alla società aeroportuale che va oltre le sole quote comunali: secondo indiscrezioni trapelate dagli ambienti politici milanesi, il manager sarebbe già in contatto con la provincia di Milano per ragionare su un possibile acquisto della quota provinciale, pari al 14,6 percento.

Ora però le prospettive potrebbero non certo stravolgersi, ma quantomeno ampliarsi. Prima di tutto si è fatto vivo, venerdì scorso, Srei, il fondo indiano quotato a Londra. E poi la possibilità di mettere sul mercato il 30% della sola Sea potrebbe ampliare la concorrenza, visto che si tratta di una società interessante anche sul piano internazionale.

Per determinare il valore del bando c'è bisogno di aspettare la valutazione di Kpmg, che dovrebbe consegnare già stanotte o domattina il suo report al Comune di Milano. Per il 30% di Sea si potrebbe arrivare ad una stima oltre i 400 milioni, proprio perché si tratta di una quota rilevante. Domani, dunque, la giunta formulerà la struttura del bando in una delibera, che giovedì sarà sottoposta al giudizio del consiglio comunale. L'approvazione finale dovrebbe arrivare venerdì notte. Per poi procedere con il bando vero e proprio già dalla prossima settimana.

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