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A Milano è l’Obama day: attesa e sorprese

Il popolo di Obama è carico. Sono arrivati dagli Stati Uniti e dal Canada, da diverse città d’Europa e da molte regioni d’Italia. Giovani e imprenditori, startupper e studenti: tutti in attesa dell’ex presidente che ha scelto il palco di Seeds&Chips, in Fiera Rho, per fare il suo primo intervento pubblico (a eccezione dell’uscita di aprile con gli studenti dell’Università di Chicago) dopo l’addio alla Casa Bianca. L’auspicio dei fan di Obama è che invece a Milano possa lasciare il segno, parlando di diritto al cibo, di sostenibilità e di innovazione anche nel settore alimentare. Si annuncia il tutto esaurito nella sala da 3.500 posti, dove per domani sono stati accreditati più di 400 giornalisti provenienti da tutto il mondo e dove nelle prime file siederanno autorità, imprenditori e personalità del mondo della cultura.

Ma la due giorni di Obama a Milano comincia oggi. In tarda mattinata atterrerà allo spazio militare dell’aeroporto di Linate. Tutto il resto è una serie di punti interrogativi che gli uomini della sua sicurezza lasceranno volutamente fino all’ultimo momento. I pochi punti fermi sono: l’albergo scelto, l’Hyatt Park Hotel in Galleria Vittorio Emanuele; il faccia a faccia con il segretario del Pd Matteo Renzi, in orario da confermare; la cena all’Ispi insieme a poche persone e appunto (domani) l’intervento alle 14 alla manifestazione Seeds&Chips. Qui l’ex presidente farà prima un intervento da solo e poi proseguirà con lo chef Sem Kass, l’uomo che ha reso possibile l’arrivo a Milano grazie al rapporto con Marco Gualtieri, e soprattutto l’ispiratore della svolta salutista di Michelle e Barack. I due dialogheranno su vari temi, come capita da dieci anni: «Ma sarà la prima volta che lo faranno in pubblico», spiega Gualtieri.

In mezzo a questi appuntamenti obbligati ci sono tante incognite, dicevamo. Ad esempio continua la grande fibrillazione a Palazzo Marino perché nessuno (a ieri sera) sapeva ancora quando il sindaco Giuseppe Sala incontrerà l’ex presidente per consegnargli i sigilli della città. Sala ha dichiarato la sua soddisfazione per il fatto che proprio Milano ha il privilegio di ospitare questo evento con Obama.

Cosa vorrebbe dirgli? «Mi piacerebbe potergli mostrare che Milano incarna lo spirito di una città contemporanea, nel senso che sa essere competitiva ma al tempo stesso molto solidale».

Altro punto sospeso, la possibile visita al Cenacolo. Obama avrebbe manifestato il desiderio di poter ripetere la visita al capolavoro vinciano che aveva incantato due anni fa la moglie Michelle e le due figlie venute in occasione di Expo. Il sopralluogo è già stato fatto, i vertici del museo sanno ch solo all’ultimo momento potrebbe venire comunicato l’arrivo dell’eccezionale visitatore.

Vista l’ubicazione centralissima dell’hotel scelto, Obama potrebbe anche chiedere di fare una passeggiata in Galleria per godersi l’inevitabile bagno di folla: forze dell’ordine allertate ma senza indicazioni precise. L’ultimo dubbio riguarda la partenza dell’ex presidente: inizialmente si era parlato di una sola notte di pernottamento a Milano per poi partire alla volta della Toscana e raggiungere, vicino a Siena, l’ex ambasciatore John Phillips nella sua tenuta. Ma forse il soggiorno meneghino potrebbe prolungarsi.

Elisabetta Soglio

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