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Milano, la versione delle toghe al Csm

Non è stato accolto dal Consiglio superiore della magistratura l’appello firmato dalla quasi totalità dei pm milanesi (60 su 64) a sostegno del pm di Milano Paolo Storari, che rischia il trasferimento per l’affaire dei verbali del caso Amara. Non ha ritenuto di acquisirlo la prima commissione Csm che indaga sulla situazione degli uffici giudiziari milanesi. E tenta di capire se la posizione di Storari, o di altri, sia diventata incompatibile con l’ambiente che ha fatto da sfondo alla vicenda di quei verbali, in cui Amara parlava della presunta loggia Ungheria includendo tra gli affiliati due consiglieri Csm. Usciti dal computer di Storari, transitati per il Csm attraverso Pier Camillo Davigo cui Storari aveva denunciato l’inazione dei suoi capi su quelle gravi dichiarazioni, erano poi finiti ai giornali, quindi ritornati sul tavolo dello stesso pm, cui il procuratore Francesco Greco aveva affidato l’indagine sulla fuga di notizie iniziata dal suo pc. Senza che Storari ritenesse di dire alcunché.

Ieri, non si sarebbe parlato di questi «dettagli». Ai magistrati milanesi auditi sarebbe stato chiesto di parlare solo genericamente della situazione in Procura e in Tribunale. E dei contrasti che impedirebbero la serenità del lavoro. I quesiti cui attenersi non avrebbero consentito di specificare lo scontro tra Storari, l’aggiunto Laura Pedio e il procuratore Greco.

E nemmeno sul motivo dello scontro che ha opposto l’aggiunto De Pasquale e il pm Spadaro e i giudici del processo sulle tangenti Eni-Nigeria: ovvero il tentativo (fallito) dei pm di inserire tra i testi Amara. E lo scambio di sospetti dopo l’assoluzione di tutti gli imputati. Anche se tra gli auditi c’era Marco Tremolada, presidente del collegio giudicante, che non ha gradito che i pm avessero taciuto di aver mandato a Brescia accuse (archiviate) fatte da Amara proprio nei confronti di Tremolada «di interferenze su di lui dalla difesa Eni» che Amara avrebbe ripetuto in aula. E c’era anche il presidente del Tribunale, Roberto Bichi, che lamenta insinuazioni dei pm.

Ma al cuore del problema si arriverà venerdì quando un’altra commissione, la disciplinare, ascolterà Storari. Qui si dovrà valutare la richiesta del Pg Giovanni Salvi di trasferimento cautelare del magistrato per «garantire» la «serenità di tutti i magistrati del distretto». Ma nemmeno la disciplinare intende tener conto di quell’appello.

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