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Milano, il ticket per 90 mila auto

di Gianni Santucci e Armando Stella

MILANO — Quanti pagavano fino a ieri, con il vecchio Ecopass di Letizia Moratti? Il dieci per cento. Quanti pagheranno da oggi, con l'Area C del sindaco Giuliano Pisapia? Il 90 per cento. La rivoluzione della nuova tassa sul traffico si misura tra gli estremi di questa forbice. È un rovesciamento totale nella proporzione di «paganti» ed «esenti», tra le circa 90 mila macchine che ogni giorno entrano nel centro di Milano. I confini di questa «cittadella» corrono lungo i Bastioni, si sovrappongono alla linea delle seicentesche mura spagnole. I check-point sono 43, strade d'accesso a uno spazio di 8,2 chilometri quadrati, il 4,5 per cento del territorio del Comune. È il cuore economico e culturale della città: la congestion charge che parte questa mattina prova a trasformarlo nel più moderno esperimento di politica ambientale in Italia. Con una tassa d'ingresso. Cinque euro per tutti. Quali saranno i benefici? E quali saranno i costi?
I milanesi che cercano una risposta a queste domande devono tornare al 2 gennaio 2008. Quel giorno parte l'Ecopass della giunta Moratti, tassa di ingresso in centro in base a quanto inquinano le auto. Punta a ridurre lo smog (risultato che non verrà raggiunto), ma rompe un argine: il sindaco del Pdl rischia una parte del suo consenso per un provvedimento ambientale; sfida settori sociali che la sostengono, come i commercianti. Pagano le auto più vecchie, entrano gratis le più nuove e meno inquinanti. Conseguenza: negli anni successivi, sempre più milanesi cambiano la macchina per non pagare; la città si ritrova con un parco mezzi sempre più «pulito», ma con un Ecopass sempre meno efficace. Il traffico, in quattro anni, si è ridotto del 16 per cento. Ecco, la storia di Area C, la prima grande prova politica di Pisapia, inizia da questo punto. Ora si comincia a tassare la congestione, il traffico. Per questo pagano tutti la stessa cifra (5 euro), dalle 7 e mezza del mattino alle 7 e mezza di sera, dal lunedì al venerdì. L'obiettivo è lo stesso, ridurre le auto. Area C però avrà però un impatto molto più massiccio: le stime dell'Agenzia per la mobilità e l'ambiente del Comune prevedono che da oggi entreranno in centro tra i 31 e i 38 mila mezzi in meno.
Dentro i Bastioni di Milano vivono quasi 80 mila residenti, e molti hanno protestato, perché ritengono insufficienti le agevolazioni concesse loro dal Comune (40 ingressi gratis e poi sconto a 2 euro). Sono però 500 mila le persone che entrano in questa zona ogni giorno. Per lavoro, per frequentare scuole e università, per lo shopping. Quasi 300 mila lo fanno già con i mezzi pubblici; 100 mila arrivano in macchina (gli altri in motorino, bicicletta, a piedi). La sfida del nuovo ticket è trasferire persone da un mezzo all'altro, aumentare i passeggeri del metrò, spingere alla «mobilità alternativa». Ci sono due problemi: un sistema di metropolitane già saturo nelle ore di punta; una fascia ristretta di persone costrette ad usare l'auto ogni giorno, sulle quali il pedaggio potrebbe diventare un salasso. Per avere nuovi mezzi pubblici, e poi nuove isole pedonali, più piste ciclabili, più investimenti per l'ambiente, bisognerà aspettare. Si faranno con gli incassi di Area C: 31-35 milioni di euro l'anno. Significa che il sindaco Pisapia sta chiedendo ai milanesi, sulla fiducia, un assegno con quella somma scritta sopra. Su questo si giocherà la sua sfida: la trasparenza sugli investimenti; i nuovi pezzi di «città verde» che verranno costruiti.
 

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