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Milano ignora l’effetto

di Giovanni Vegezzi

Piazza Affari preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno e, messo in secondo piano il downgrade di Moody's, approfitta della giornata positiva vissuta dalle Borse europee che per la prima volta in quattro sedute, chiudono in rialzo. Il Ftse Mib registra un progresso del 3,94% appena sopra quota 14.800 punti, mentre l'All Share mette a segno un +3,76% in una giornata in cui i volumi tengono, replicando, a quota 2 miliardi di controvalore, i dati della vigilia.

A diffondere ottimismo sui parterre del Vecchio Continente sembra essere stata, soprattutto, la convinzione che i ministri europei stiano lavorando insieme per salvare le banche dell'area euro: un'eventualità che ha fatto calare di oltre 10 punti lo spread fra il Btp e i Bund, sotto quota 370, favorendo gli istituti di credito italiani. Unicredit ha segnato ieri +7,07%, Intesa è cresciuta del 5,69%, mentre sia Ubi che Banco Popolare hanno chiuso con rialzi vicini al 6%; al palo solo la Popolare di Milano (+0,6%), a causa le prese di beneficio in attesa della presentazione delle liste per il consiglio di sorveglianza.

Al buon umore delle piazze europee, accanto alle prospettive di nuovi interventi che arrestino l'effetto contagio della crisi, hanno contribuito anche i dati macro degli Stati Uniti, positivi sia per quanto riguarda i posti di lavoro nel settore privato che per l'andamento dei servizi. E così, a sostenere l'indice milanese, sono arrivati anche gli industriali: in spolvero, dopo il calo di martedì, c'è l'automotive con Fiat (+10%) e Fiat Industrial (+7,41%), mentre Pirelli fa segnare +7,19%. Sostenuti, a seguito del ribasso della vigilia, anche gli acquisti su Tenaris (+6,9%), Italcementi (+6,03%) e Buzzi (+2,11%). In sintonia con il settore energetico di tutta Europa corre Eni che, grazie al peso sul paniere principale e agli scambi in aumento, traina l'indice chiudendo in rialzo del 5,79%. Terna invece, non approfitta della buona seduta per il settore e chiude in calo del 2,5%, così come Edison, in flessione dello 0,77%.

E' però fuori dal paniere principale che si registra una delle migliori performance di giornata: Rcs ha messo a segno un rialzo del 16,9%, trainata, con forti volumi, dalle possibili manovre nell'azionariato del gruppo. Nel settore editoriale sembra risollevarsi anche Mediaset: dopo aver più che dimezzato il proprio valore nell'ultimo anno ieri il gruppo di Cologno Monzese ha archiviato la seduta con un rialzo del 5,38%.

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