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Milano, chi ha guadagnato il 20% l’anno

La Borsa premia i capitali pazienti. Questo l’insegnamento che arriva dall’S&P 500: nella sua storia quasi centenaria ha offerto un rendimento medio annuo del 10%. In Italia il confronto con gli Usa non regge il passo nel lunghissimo periodo, ma riducendo l’orizzonte all’inizio del millennio, non mancano le storie che hanno premiato i capitali pazienti, anche in maniera importante. Rimanere investiti è più facile a dirsi che a farsi, ma analizzare quanto accaduto può aiutare a selezionare, oggi, le opportunità che potranno dare soddisfazioni nel futuro

Con questo spirito L’Economia del Corriere ha messo in rassegna le società di Piazza Affari le cui performance medie del prezzo di Borsa, negli ultimi 10 e 20 anni sono state rispettivamente superiori al 10% e al 20%. I risultati sono riportati nella tabella sopra al titolo. Lo spunto per individuare la soglia di rendimento obiettivo arriva da Alessandro Aspesi Country head Italia di Columbia Threadneedle Investments: «il 10% è il rendimento medio annuo approssimativo dell’S&P 500 Index, l’indicatore standard della performance dei mercati azionari negli Stati Uniti, dalla sua data di lancio nel 1926. La parola chiave qui è “medio”: in questi 94 anni si sono registrati molti alti e bassi pronunciati. È anche la dimostrazione della potenza, della coerenza e della resilienza del mercato azionario; questo tasso è così elevato che i rendimenti a lungo termine delle azioni hanno ampiamente superato quelli delle altre principali classi di attivi, come le obbligazioni e le materie prime. Per i risparmiatori che si sono impegnati a rimanere investiti a lungo, i benefici sono stati consistenti».

In Italia l’indice principale di Piazza Affari tratta ancora del 50% circa sotto i massimi storici raggiunti nell’aprile del 2017, mentre l’S&P 500 dista appena il 5% dai top di tutti i tempi raggiunti all’inizio del 2020, appena 6 mesi fa. Una differenza che si ripercuote quindi sul rendimento medio annuo, nel lungo periodo, dei singoli titoli: i casi positivi, e in linea con la soglia del listino statunitense, si contano sulla punta delle dita. Una circostanza che tuttavia rende più semplice individuare le caratteristiche delle società che premiano i cassettisti: multinazionali tascabili, leader in mercati di nicchia con posizionamento in settore legati a cicli di lungo periodo come la cura della persona, i consumi alimentari l’industria, con una spiccata vocazione all’innovazione. Recordati, società farmaceutica con una presenza significava nel campo dei prodotti «orfani», brilla nel lungo periodo con un rendimento medio annuo superiore al 100%. In termini assoluti da inizio secolo ad oggi il valore si è moltiplicato di 25 volte. Brillante anche la performance di due società industriali: Interpump e Ima che, negli ultimi 20 anni, hanno premiato i propri azionisti con una performance media annua rispettivamente del 34% e 30%. Riducendo l’orizzonte temporale, ovvero sui 10 anni, sul podio troviamo Reply, attiva nella consulenza strategica d’impresa verso l’innovazione, Digital Bros, che ha cavalcato il trend dell’intrattenimento digitale ed El.En società industriale con un posizionamento anche nelle tecnologie per la cura della persona.

«Mid size»
Nelle classifiche trovano spazio soprattutto le società e medio piccola capitalizzazione. Più raro invece imbattersi in una blue chip. Tra queste Amplifon e Diasorin. Quest’ultima, che ha performato in media +42% all’anno, negli ultimi 10 anni, si è resa protagonista anche durante il lockdown, avendo messo sul mercato prodotti destinati alla lotta contro Covid-19. Il titolo da inizio anno è il migliore delle blue chip con un guadagno di oltre il 45%, in linea con la tendenza di medio periodo, e molto meglio dell’Ftse Mib che lascia sul terreno quasi il 20%. Un rally che potrebbe essere arrivato alla fine. Kempen ha lo scorso 16 giugno ha tagliato il giudizio da Neutral a Sell (vendere, nda) fissando un target price a 127 euro rispetto ai 172 euro registrati venerdì scorso. Il broker cita un eccesso di offerta sul mercato dei test sierologici per il Covid-19. Il broker segnala inoltre che il core business dell’azienda è stato influenzato negativamente dal blocchi e dalla ridotta attività degli ospedali. Il consenso di Bloomberg registra 1 Buy, 6 Neutral, 4 Sell e un prezzo obiettivo medio di 152,77 euro.

I titoli finanziari sono quasi del tutto assenti nelle classifiche. Fanno eccezione due holding di partecipazioni come Tamburi Investment Partners ed Exor, la cassaforte della famiglia Agnelli che hanno guadagnato il 30% annuo in un orizzonte di 10 anni.

Nel caso della società guidata da Giovanni Tamburi, alla performance del titolo potrebbe essere aggiunta quella dei warrant, che fanno parte integrante della politica di remunerazione degli azionisti, che nel periodo 2015-20 hanno reso quasi l’80%, mentre quelli relativi al periodo 2010-15 hanno visto moltiplicare il proprio valore 33 volte.

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