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«Milano garantirà continuità all’Ema»

L’augurio del premier Paolo Gentiloni, a Milano per presentare il dossier di candidatura di Milano per ospitare la sede dell’Ema a seguito della Brexit, è che in Europa prevalga un criterio di valutazione oggettivo, basato sui requisiti delle città che si contendono l’Agenzia del farmaco, e non considerazioni di tipo «geopolitico».
Gentiloni – in visita al grattacielo Pirelli individuato proprio come possibile futura sede dell’Ema – sottolinea che il dossier «è molto competitivo, permette di valorizzare il territorio, e Milano rappresenta un’opportunità anche per l’Europa. Confido – spiega il premier – in una competizione sui dossier e non su valutazioni relative al riequilibrio geopolitico».
Il riferimento è chiaramente a quanto avvenuto qualche settimana fa, quando a Bruxelles si è cominciato a parlare del fatto che il Consiglio europeo, l’organismo che deciderà il vincitore, preferisca puntare sui paesi dell’Est, ancora privi di agenzie europee. La favorita, in quest’ottica, potrebbe essere Bratislava, che sembrerebbe tuttavia avere un dossier più debole di Milano.
Ad occuparsi della promozione italiana a Bruxelles è stato Enzo Moavero Milanesi, presente ieri a Milano, che ha ricordato i tempi dettati dall’Europa: le linee guida di giugno sono state trasformate in un documento di presentazione vero e proprio, da inviare in Europa entro il 31 luglio. Quel giorno si saprà ufficialmente anche il nome delle altre candidate. La valutazione del Consiglio europeo arriverà a inizio ottobre e a novembre ci sarà la decisione.
«Ci sono 6 criteri che l’Ue ci ha chiesto, che vanno dalla capacità di accoglienza dei 900 funzionari dell’Ema, che hanno a loro volta 500 interlocutori al giorno, con necessità di collegamenti e alloggi – dice Moavero Milanesi -, all’equilibrio geografico nella collocazione delle agenzie europee. Qui in Italia ci sono due agenzie, una a Torino e una a Parma, alcuni paesi ne hanno anche di più. Inoltre abbiamo qui la capacità di fare un gioco di squadra fra privato e pubblico, con l’introduzione di norme adeguate nel mercato del farmaco; la possibilità di garantire continuità nel lavoro dell’Ema e un edificio, il Pirellone, già pronto». Il vero punto di forza messo in evidenza da Moavero Milanesi è il fatto che a Milano sarà garantita la continuità di attività dei ricercatori, visto che l’edificio è già pronto.
A questo proposito, la Regione Lombardia sta promuovendo un emendamento, da agganciare al decreto Sud, per chiedere un milione per migliorare e sistemare il grattacielo, così da renderlo subito utilizzabile al meglio in pochi mesi.
Accanto ai politici nazionali, la voce dei rappresentanti delle istituzioni locali. Il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni ha ricordato che in Lombardia ci sono 13 università, mille centri di ricerca, 9 cluster tecnologici e due aree che saranno dedicate alla ricerca: quella di Arexpo, dove sorgerà lo Human Technopole, e l’ex area Falck di Sesto San Giovanni, che si trasformerà nella Città della salute».
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha sottolineato che «Milano ha le carte in regola, con 14 scali internazionali e 7mila stanze da offrire e un turismo in crescita del 14%, e contemporaneamente la disoccupazione calata di un punto in uno solo anno». La città ideale per l’Ema insomma.
A sostenere Milano è anche Assolombarda, che ha una sua cabina di regia sui contenuti. «È?necessario che l’Italia torni a giocare un ruolo degno della sua importanza, non dimentichiamoci che siamo la seconda manifattura europea», dice Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda.
Parole di supporto arrivano anche dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: «Confindustria sostiene con decisione la candidatura di Milano, un progetto ad alto valore simbolico che condividiamo con i presidenti di Assolombarda e Farmindustria e che consideriamo un giusto riconoscimento alla nostra condizione di seconda realtà manifatturiera d’Europa. Chiediamo parametri oggettivi di valutazione».
Ieri è stata presentata ufficialmente la brochure di 27 pagine che verrà inviata nei prossimi giorni al Consiglio europeo, dove viene descritta la città e le sue potenzialità legate all’ospitalità, ai mezzi di trasporto, alle potenzialità nel mondo del lavoro e nel tempo libero, alla presenza di scuole internazionali e di centri di ricerca. I tecnici che hanno lavorato al dossier si dicono convinti che si tratti del miglior documento inviato in Europa. Ma la partita è sicuramente difficile.

Sara Monaci

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