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Milano capitale europea per la rete 5G

È italiana la prima città europea con una rete di quinta generazione capace di agevolare sicurezza e mobilità e tutti i servizi delle cosiddette smart city. Vodafone ha infatti acceso a Milano la prima rete 5G, che copre più dell’ 80% della popolazione con 120 siti installati. «Milano è a pieno titolo la capitale europea del 5G e sarà la base per creare vera innovazione sociale — ha detto ieri Aldo Bisio, ad di Vodafone Italia che su Milano ha investito 90 milioni — Da gennaio Vodafone inizierà la copertura 5G delle principali città italiane ed entro il 2019 completeremo Milano, Roma, Torino, Bologna e Napoli».
L’ad di Vodafone si è poi detto favorevole, anche se « ci sono una serie di rischi da evitare», a una rete in fibra unica tra Tim e Open Fiber. « Detto che la rete Tim appartiene a Tim e la rete di Open Fiber appartiene a Open Fiber, quindi sono due società che devono decidere per conto loro — ha precisato Bisio — dal nostro punto di vista può essere un’operazione positiva con tutta una serie di accorgimenti che possano assicurare vera competitività e non un ritorno alla monopolizzazione della rete fissa, scenario che abbiamo conosciuto negli ultimi vent’anni e dal quale eravamo appena usciti con la costituzione di Open Fiber, unico competitore infrastrutturale sulla rete fissa che sia mai esistito » . Sull’opportunità di remunerare questa rete unica con un sistema di tariffe basate sugli investimenti, ovvero con una Rab l’ad di Vodaone ha però preferito glissare. «È un discorso ancora prematuro — ha detto — cerchiamo di capire bene quali saranno i dispositivi di remunerazione della rete e di come questi saranno veramente declinati e poi vedremo come dialogare con il governo».
Per realizzare la rete di Milano, ma non solo, Vodafone si è avvalsa della fornitura di Huawei, colosso cinese finito nelle polemiche e bandito dagli Usa. « Huawei è un grande partner per lo sviluppo della rete 5G e non solo per Vodafone: la crescente preoccupazione ci trova molto attenti — ha commentato Bisio — . Detto questo noi sottoponiamo ogni fornitore e quindi anche Huawei a rigorosi processi di certificazione e verifica degli standard qualitativi e di sicurezza. Un dialogo costante e sempre attivo, anche in queste settimane. In questo momento e ne prosimo futuro, non abbiamo ravisato problemi, ma se il Governo italiano decidesse diversamente, allora ci comporteremo di conseguenza ».

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