Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Milano, bilancio 2015 a rischio

Il bilancio del 2015 del Comune di Milano rischia di essere particolarmente amaro: proprio nell’anno dell’Expo, secondo la simulazione più pessimistica, potrebbero mancare 100 milioni nella parte corrente. Se si è più ottimisti, lo squilibrio potrebbe fermarsi a meno di 60 milioni. Un nuovo rompicapo per Palazzo Marino, che il prossimo anno dovrebbe investire più del solito in manutenzione ordinaria, sicurezza e servizi ambientali, a cui si aggiunge l’intensificazione del trasporto pubblico a carico della controllata municipale Atm.
Non finisce qui. I potenziali 100 milioni in meno si riferiscono al taglio del fondo di solidarietà nazionale. Ma a questo si sommerebbe anche l’ulteriore decurtazione subita dal tpl, che penalizzerebbe la città di Milano per altri 40 milioni. Questo vuol dire che nell’ipotesi peggiore si arriverebbe a 140 milioni complessivi di minori entrate. Il documento previsionale dovrà essere pronto, almeno nelle linee guida fondamentali, entro fine anno.
La variabile fondamentale a questo punto è la local tax, la riforma della fiscalità locale che potrebbe dare nuove entrate alle città ma che ancora è allo studio. Dovrebbe sostituire Imu e Tasi, oltre a riassorbire tributi minori come Cosap e affissioni pubblicitarie. Un importo che per Milano sfiora i 900 milioni. La rimodulazione di questa tassa potrebbe permettere al Comune di migliorare i propri conti.
Altra leva è la gestione di partecipate e fondi. Per Palazzo Marino, in questo momento, non è in discussione la vendita di grandi porzioni di quote azionarie, soprattutto quelle delle grandi società. La multiutility A2a e la holding aeroportuale Sea fruttano insieme 40 milioni di utili e servono al Comune per far quadrare il bilancio oltre che per la rinegoziazione di mutui con le banche. Per ora si parla solo di possibili cessione di piccole percentuali, non oltre. Ciò che si punta a valorizzare sono invece i due fondi immobiliari, rimasti in gran parte invenduti da anni, che potrebbero far incassare 400 milioni.
Infine le promesse del governo. Dovrebbero salire a 60 i milioni concessi a Milano per l’Expo. Con la legge di stabilità dovrebbero essere inseriti nel dossier 10 milioni in più rispetto a quelli annunciati. Palazzo Marino inizialmente ne chiedeva 114, ma il governo ha poi diviso la cifra tra Milano e Roma. In attesa dell’Expo, i 60 milioni verranno utilizzati per la gestione dei rifiuti, per intensificare il trasporto pubblico e assumere a tempo determinato nella sicurezza. Della ripartizione se ne parlerà questa settimana. Ma il saldo per Milano, almeno per ora, rimane negativo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non chiamatela più utility locale. Il gruppo A2a cerca il salto di categoria: da società dei servi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo la crisi, scatta la "riscrittura" del Recovery Plan da parte del Parlamento. Il documento di 16...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A2A lancia il piano industriale al 2030 per riposizionare l’azienda, «passando dal mezzo al fine,...

Oggi sulla stampa