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Migliora lo spread: BTp-Bund a 312 punti

In una recente nota gli analisti di Rbs ventilavano il possibile ritorno di una forte pressione speculativa su Madrid, con rendimenti sul Bonos decennale nuovamente oltre la soglia critica del 7 per cento. Il rischio tuttavia si è notevolmente allontanato nelle ultime due sedute. Tutto merito degli sviluppi su una possibile richiesta di aiuti sotto forma di «linea di credito precauzionale» al fondo Esm. La notizia, uscita martedì, ha continuato a influenzare positivamente i mercati finanziari. La fiducia è poi stata ulteriormente alimentata ieri dalla decisione dell’agenzia di rating Moody’s di non declassare il debito spagnolo, a differenza di quando fatto la scorsa settimana da Standard & Poor’s.
Spread in discesa
La reazione sul mercato dei titoli di Stato è stata netta: forti vendite sul Bund tedesco e acquisti su Italia e Spagna. Il risultato è stato un deciso calo degli spread. In particolare quello tra il Bonos e il Bund che è sceso di 42 punti da 424 a 382 punti. In discesa anche il differenziale italiano che si è attestato a fine seduta a 312 punti, 28 in meno rispetto alla chiusura precedente. Come accennato, questi movimenti sugli spread sono stati la combinazione di un calo dei tassi dei paesi Periferici (quello sul Bonos decennale ha chiuso al 5,771%, livello che non si vedeva dai primi di aprile) e di un rialzo di quelli sul Bund. Ieri il titolo decennale tedesco è stato venduto a piene mani ed il rendimento è risalito così dall’1,526% all’1,632 per cento.
L’interesse degli investitori per il nostro Paese è stato inoltre confermato dai risultati oltre le attese dalla vendita di BTp Italia. Nel terzo giorno di collocamento sono stati raccolti circa 5 miliardi di euro di sottoscrizioni, il doppio rispetto ai saldi di lunedì e martedì.
Del clima favorevole ha beneficiato anche un altro paese Periferico: il Portogallo. Lo spread del decennale portoghese con il Bund tedesco ieri ha toccato quota 635 punti, livello che non si vedeva da maggio 2011. Lisbona ha inoltre collocato con successo 1,85 miliardi di titoli a tre, sei e dodici mesi con rendimenti in calo e una buona domanda, anche se non è stata raggiunta la soglia di 2 miliardi di euro fissata alla viglia come obiettivo massimo.
L’ottimismo sullo sblocco della crisi europea ha fatto sentire i suoi effetti anche sui mercati valutari con l’euro che, dopo aver superato quota 1,30 dollari martedì, ieri è salito oltre 1,31 ai massimi dell’ultimo mese.
Balzo di Milano e Madrid
In Borsa i listini di Milano e Madrid, reduci da un rally, non hanno rallentato la corsa mettendo a segno un balzo dell’1,56 e del 2,37% rispettivamente con forti acquisti sui titoli bancari, i più esposti sul debito sovrano. Più contenuta la performance delle altre Borse: Parigi ha guadagnato lo 0,76%, Londra lo 0,69% e Francoforte appena lo 0,25 per cento. Debole Wall Street con il Dow Jones e il Nasdaq appena sopra la parità e l’S&P 500 in rialzo dello 0,41 per cento.
Dopo aver messo a segno il maggior rialzo da un mese nella seduta di martedì, il listino americano ha frenato anche a causa di una serie di risultati trimestrali in chiaroscuro. Se infatti Bank of America, come anche Goldman Sachs e Citigroup nei giorni scorsi, ha sorpreso gli analisti chiudendo il trimestre meglio delle attese, dal settore high tech sono arrivati segnali negativi. Due colossi del calibro di Ibm e Intel hanno infatti registrato un calo di utili e fatturato che ha deluso le attese del mercato e sollevato dubbi sullo stato di salute del mercato dei personal computer.
Le preoccupazioni dai conti societari sono state comunque parzialmente controbilanciate dai positivi dati sul settore immobiliare. Negli Stati Uniti le costruzioni di nuove case sono infatti aumentate del 15% a settembre a un tasso annualizzato di 872.000 che rappresenta il livello più alto da 4 anni, da luglio 2008. In forte rialzo anche i permessi edilizi con una crescita dell’11,6 per cento.

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