Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Migliora l’affidabilità nei pagamenti

Tessile, alimentare e filiera dell’automotive. Operano in questi comparti le imprese che hanno migliorato l’affidabilità nei pagamenti nel corso degli ultimi anni, riuscendo così a ritornare al di sotto dei livelli pre-crisi. Nei primi nove mesi dell’anno è rallentata la frequenza degli inadempimenti che segna un -13% rispetto allo stesso periodo 2012. Un trend positivo alla luce della crescita (anno su anno) del 42% registrata nel 2011 e del 15% nel 2012. Invece aumenta a due cifre (+14%) il valore medio del mancato incasso per l’impresa creditrice.
Sul fronte regionale nei primi nove mesi dell’anno in quasi tutta la penisola è calata la frequenza degli inadempimenti rispetto allo stesso periodo del 2012. Critica invece la situazione per quanto riguarda gli importi non pagati: in Friuli Venezia Giulia e Umbria l’aumento è stato di poco superiore al 50%, mentre nel Lazio sono addirittura raddoppiati a causa della stasi dell’edilizia e alle difficoltà nel comparto dei servizi. In Lombardia l’incremento è del 19 per cento.
È quanto emerge dal report «Mancati pagamenti delle imprese italiane» realizzato da Euler Hermes, società specializzata nell’assicurazione dei crediti del Gruppo Allianz, analizzando i comportamenti di pagamento di oltre 450mila aziende. «Si è arrestato il processo di deterioramento e anche sul mercato interno si è registrato un miglioramento dell’affidabilità dei partner commerciali – osserva Michele Pignotti, capo della Regione Paesi mediterranei, Africa e Medio Oriente di Euler Hermes -. Permane alto il segnale di attenzione legato alla severità e dalla somma dei due fattori emerge un trend sostanzialmente piatto».
Le buone performance di abbigliamento, alimentare e automotive sono il risultato della selezione che la crisi ha compiuto in quei settori. «Le imprese marginali sono sparite – aggiunge Pignotti -. L’aumento dell’importo medio degli insoluti è invece il risultato di una crisi che ora colpisce le imprese di dimensioni più grandi e di un tessuto economico deteriorato».
Il prossimo futuro sembra avere un’intonazione più favorevole al fare impresa. «L’economia sembra potere avviare una fase di ripresa, ma a ritmi molto blandi – commenta Fedele De Novellis, partner di Ref Ricerche -. I primi segnali positivi sono evidenziati dagli indicatori congiunturali, con un quadro economico in graduale schiarita».
Una schiarita che deve fare i conti con il credit crunch e il calo della domanda interna. Così il rinvio del saldo da parte di un’azienda in condizioni “normali” diventa quasi sempre il mezzo per procurarsi liquidità a costo zero.
«Stiamo ragionando su come affrontare questa criticità per arrivare al varo di un codice etico che dovrà porre le basi per fare diventare l’inadempimento il segno della reale difficoltà dell’impresa – spiega Ambra Redaelli, presidente del Comitato della piccola industria di Confindustria Lombardia -. Non più una speculazione legata al ricorso della leva finanziaria».
Ci sono poi imprese che adottano tattiche difensive. È il caso della Inalpi (trasformazione del latte e derivati) di Cuneo. «Ci appoggiamo a tre società di factoring a cui cediamo le fatture con la formula pro soluto – spiega Ambrogio Invernizzi, presidente dell’azienda -. Una scelta che pesa non poco sul bilancio, ma in cambio abbiamo la certezza dell’incasso. Per noi è un onere certo rispetto a un maggiore o minore costo probabile e così ci possiamo concentrare sulla parte industriale».
Il report evidenzia anche il trend dei debiti non onorati nei primi nove mesi in Italia. È la siderurgia il settore che ha sofferto di più a causa di un aumento del 19% degli incagli. Qui la media degli importi non liquidati è cresciuta del 56%, mentre rispetto ai livelli del 2007 è al di sopra del 21 per cento. In terreno negativo l’industria cartaria e la chimica, dove la frequenza degli inadempimenti cresce a due cifre. Segnali relativamente positivi anche dalla meccanica (-15%), ma l’importo medio non onorato sale del 10 per cento. Una situazione simile si riscontra nella filiera dell’auto. «I casi di mancati incassi calano perché si è puntato sulla specializzazione e le nicchie ad alta tecnologia – conclude Pignotti -, a cui si aggiunge una forte virata verso l’export».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vasto entusiasmo ha suscitato la recente pronunzia della Corte di Giustia Ue, con la conferma del gi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha scelto la giornata delle donne Mario Draghi per il suo secondo discorso pubblico da presidente de...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale, per «nozione...

Oggi sulla stampa