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Microsoft perde il ricorso sui brevetti

La Corte Suprema degli Stati Uniti dà ragione a una piccola società canadese contro il colosso del software Microsoft, che era appoggiato anche dai suoi grandi rivali Google e Apple: il gigante di Redmond dovrà pagare un risarcimento record di 290 milioni di dollari alla semisconosciuta e non quotata I4i dopo che il suo ricorso al massimo organo giuridizionale è stato respinto.

Il caso riguarda la violazione della proprietà intellettuale e ha già provocato cambiamenti nel software Word: I4i aveva citato Microsoft nel 2007 sostenendo che parte della sua tecnologia brevettata era stata incorporata illegalmente in Word nel 2003 e nel 2007 (in particolare, si trattava del software per la manipolazione testi). Una giuria aveva stabilito il risarcimento, poi confermato da una Corte d'appello federale, mentre lo U.S. Patent and Trademark Office aveva riconosciuto la validità del brevetto della società canadese. Pur continuando a contestare le pronunce avverse, Microsoft aveva provveduto a eliminare gli elementi in contestazione dal suo programma di word processing. Nel suo ultimo ricorso, il gruppo fondato da Bill Gates aveva chiesto un nuovo processo civile, ma la Corte Suprema ha respinto l'argomento fondamentale sottostante alla richiesta, che avrebbe comportato un abbassamento degli standard correnti – in vigore da almeno 28 anni secondo le direttive approvate dal Congresso – in tema di difesa contro le accuse di violazione di brevetti (che esigono una prova «chiara e convincente» dell'infondatezza delle pretese accusatorie). Con una decisione unanime (8 giudici a favore, nessuno contro), la Corte Suprema ha sottolineato che spetta semmai al Congresso, nella sua discrezionalità di legislatore, modificare la normativa per rendere più difficili le richieste di risarcimento nel settore. Il nono giudice, John Roberts, si è astenuto dal partecipare alla decisione perché tra i suoi investimenti personali figurano azioni della Microsoft. Se sulla linea-Microsoft si erano schierati i principali gruppi tecnologici, il settore farmaceutico era sceso in campo a sostegno di I4i nel timore di un indebolimento della tutela brevettuale.

 

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