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Microsoft conquista i cellulari di Nokia

Microsoft mette a segno l’ultima grande mossa dell’era Ballmer – e la prima del suo futuro senza Ballmer. Con 7,2 miliardi di dollari prelevati dalle ingenti riserve di liquidità all’estero, il colosso americano del software ha orchestrato la maggior acquisizione hi-tech in Europa dal 2011 rilevando le attività nella telefonia mobile della finlandese Nokia. Così facendo ha dato concretezza ad una strategia di rilancio da anni di appannamento che punta, assieme, su hardware e servizi, “devices and services” nel linguaggio del gruppo. E alla missione di riconquistare terreno in particolare negli smartphone, il mercato strategico oggi dominato dalle avversarie Samsung e Apple.
Con i telefoni mobili e gli asset collegati, metà delle entrate annuali di Nokia di circa 30 miliardi di euro, Microsoft si aggiudica il cuore dell’azienda europea e 32.000 dipendenti, aumentando di un terzo la sua forza lavoro. Soprattutto coopta una schiera di dirigenti dell’azienda finlandese, tra i quali l’amministratore delegato Stephen Elop che si candida immediatamente a prendere le redini del gruppo di Redmond da Ballmer, reduce dall’annuncio della sua uscita di scena entro un anno.
«Abbiamo compiuto un coraggioso passo verso il futuro» ha fatto sapere lo stesso Ballmer in un memorandum. Un futuro che vuole restituire all’azienda caacità di innovare e mettere alla prova nuove generazioni di leader. Il 49enne Elop, oltretutto, è un veterano di Microsoft: di origini canadesi, dal 2008 al 2010 era stato a capo della divisione business della società statunitense. Rientrando in azienda nei panni di responsabile dell’integrazione del nuovo business diventa il principale aspirante interno alla successione, la scelta preferita dai vertici di Microsoft.
L’acquisizione, che dovrebbe essere completata nei primi tre mesi del 2014, era in preparazione da tempo: Ballmer, che l’ha definita «una grande priorità», stando alla ricostruzione del Wall Street Journal aveva contattato il presidente del colosso finlandese Risto Siilasmaa fin dallo scorso febbraio e il board della società europea si era riunito almeno 50 volte per considerare la possibilità di una cessione. La ragioni dell’operazione sono parse impellenti ai protagonisti. Nokia, un nome con 148 anni di storia, si è rivelata incapace di risalire la china negli smartphone, nonostante la cura Elop che dal 2010 ha preso il comando riducendo drasticamente i costi. Microsoft, da parte sua, è in forte ritardo sulla frontiera mobile, il passo falso cruciale che ha portato al pensionamento anticipato di Ballmer.
Le due aziende possono inoltre far leva su una duratura cooperazione: Elop è stato tra i pochi top executive del settore ad adottare per gli smartphone il sistema operativo Windows di Microsoft anzichè Android di Google, che è alle spalle del successo dei prodotti Samsung. Il prezzo ormai basso di Nokia è stato il colpo definitivo che ha spinto Microsoft a insistere: a conti fatti spenderà meno degli 8,5 miliardi necessari nel 2011 a rilevare Skype. Microsoft, in dettaglio, verserà 3,79 miliardi di euro per le attività e altri 1,65 miliardi di euro per licenze decennali sui brevetti. La fusione dovrebbe generare risparmi per 660 milioni di dollari l’anno entro 18 mesi.
La scommessa su Nokia presenta però anche non pochi rischi. Microsoft dovrà puntare tutte le sue carte sulla capacità di rilanciare le tecnologie del gruppo finlandese, da anni ormai in declino e che oggi controlla soltanto il 3% del redditizio segmento globale degli smartphone. Tanto che il chief executive Elop, di recente, si era guadagnato il soprannome di «Eflop», dalla parola inglese che indica un fallimento. Altri produttori di hardware che oggi usano software Microsoft, adesso probabilmente si tireranno indietro davanti all’ingresso diretto dell’azienda nei telefoni cellulari. Per Microsoft, insomma, con la conquista di Nokia sarà essenziale dimostrare di essere in grado di diventare più simile ad Apple, percorrendo una strada che passa attraverso il controllo sia degli apparecchi che del software. La Borsa ha rispecchiato gli interrogativi in attesa di risposta: il titolo Nokia è salito di circa il 34%, le azioni di Microsoft sono scivolate di oltre il 6 per cento.

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