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Microimprese, bilancio leggero

Redazione dei prospetti di bilancio e semplificazione dei criteri di valutazione per le microimprese. Necessario indicare, in calce allo stato patrimoniale, l’importo complessivo degli impegni e delle garanzie e l’ammontare dei compensi, delle anticipazioni e dei crediti concessi agli amministratori.

Questa l’indicazione inserita nella nota operativa n. 8/2016 della Fondazione Accademia Romana di Ragioneria «Giorgio Di Giuliomaria», avente a oggetto le novità introdotte dal dlgs. 139/2015, che ha recepito le direttive 34/2013/UE e 83/349/CEE, in tema di redazione dei bilanci.

Le principali novità sul tema sono state riepilogate con la precedente nota n. 3/2016, cui si rimanda, ma la nota operativa in commento si sofferma sul bilancio delle microimprese ovvero di quelle che non hanno superato alcuni (due su tre) dei parametri richiesti dal novellato codice civile (numero medio degli occupati inferiore a 5, stato patrimoniale inferiore a 175 mila euro e ricavi da vendite e prestazioni inferiori a 350 mila).

Si evidenzia che, già nello schema di bilancio abbreviato, non è più prevista l’annotazione degli ammortamenti e delle svalutazioni inerenti alle immobilizzazioni materiali e immateriali e che, nel conto economico, è possibile raggruppare talune voci (D18 e D19), concernenti le rivalutazioni e le svalutazioni degli strumenti finanziari derivati.

La microimprese non devono redigere, se non per propria necessità, il rendiconto finanziario e nemmeno la nota integrativa e la relazione sulla gestione, sempre che, in calce allo stato patrimoniale, siano indicate talune informazioni riguardanti l’importo complessivo degli impegni e delle garanzie, l’ammontare dei compensi, delle anticipazioni e dei crediti concessi agli amministratori, nonché le attività di ricerca e sviluppo, i rapporti con società controllate, collegate o controllanti e il numero e il valore delle azioni proprie, oltre alle indicazioni sull’evoluzione della gestione e sugli strumenti finanziari; il tutto in attesa che l’Organismo italiano di contabilità (Oic) elabori i nuovi principi contabili a integrazione delle nuove regole.

Sono state introdotte anche delle semplificazioni in tema di criteri di valutazione, con riferimento ai titoli immobilizzati, ai crediti e debiti (rispettivamente, costo di acquisto, valore presumibile di realizzo e valore nominale) e agli strumenti finanziari derivati, ai sensi del n. 11-bis, comma 1, dell’art. 2426 c.c.

Nella nota si evidenzia la portata delle novità introdotte dalla legge 69/2015, in particolare dall’art. 9, in tema di false comunicazioni sociali, con l’introduzione degli articoli 2621-bis e 2622-ter c.c. che hanno un impatto anche sulle società «non» quotate, stante, tra l’altro, la scomparsa delle soglie di non punibilità, l’introduzione del riferimento ai fatti rilevanti e la precisazione che la condotta deve essere «concretamente» idonea a indurre gli interessati in errore.

Infine, non poteva che essere esaminato l’impatto di natura tributaria sul bilancio delle microimprese, in relazione all’abrogazione della possibilità di capitalizzare i costi di pubblicità e ricerca, della presenza delle azioni proprie, della possibile iscrizione nel passivo di una riserva di copertura dei flussi finanziari attesi e dell’abrogazione dell’area destinata agli oneri e ai proventi di natura straordinaria.

Fabrizio G. Poggiani

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