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Micro-investimenti con bonus del 140%

Beni di costo unitario non superiore a 516 euro agevolati sia sotto il profilo della deducibilità integrale della spesa sia per l’accesso alla disciplina di favore dei maxi-ammortamenti. Deduzione piena, inoltre, anche se il costo del bene supera la soglia dei 516 euro a seguito della maggiorazione del 40 per cento. Il via libera è arrivato dalle Entrate durante il convegno Telefisco 2016. Alla luce di questo utile chiarimento e dell’ampia platea di soggetti beneficiari (imprese, ma anche professionisti), il cumulo delle agevolazioni diventa ancora più appetibile.
Ma andiamo con ordine. L’articolo 102, comma 5, del Tuir consente di dedurre – dal reddito di impresa e in unica soluzione – le spese relative ai beni il cui costo unitario non sia superiore a 516,46 euro. I requisiti da rispettare sono sostanzialmente due: la necessità di dedurre il costo nell’esercizio in cui i beni vengono acquistati e la circostanza che i beni siano suscettibili di singola autonoma utilizzazione, come precisato nella risoluzione ministeriale 1751/1979.
Sono tuttavia agevolabili anche i beni che siano funzionalmente strumentali all’utilizzazione di un altro bene (Cassazione 14042/2011e 23996/2013). Pertanto, operativamente, non è agevolabile il computer assemblato, i cui componenti (scheda madre, processore eccetera) abbiano singolarmente un costo inferiore a questo limite, ma che nel complesso lo superino. Rientra invece nella previsione la stampante a corredo del computer stesso, anche se inutilizzabile da sola. Inoltre, l’articolo 54, comma 2, del Tuir stabilisce regole analoghe per i professionisti.
Se poi si vuole beneficiare anche della maggiorazione del 40% del valore fiscale (articolo 1, comma 91, della legge di Stabilità), è indispensabile che i beni siano stati acquistati nel periodo compreso tra il 15 ottobre 2015 ed il 31 dicembre 2016, che siano nuovi e che non rientrino tra quelli esclusi (ossia beni con coefficienti ministeriali di ammortamento inferiori al 6,5%, fabbricati e costruzioni e alcuni beni utilizzati in settori particolari: materiale ferroviario, condutture eccetera).
Durante Telefisco 2016, è stato precisato che la maggiorazione del 40% non influisce sul limite dei 516 euro. Ad esempio, il costo di una scrivania nuova acquistata nel periodo agevolato e pagata 500 euro più Iva (nel nostro caso pienamente detraibile), può essere dedotto in unica soluzione; è consentito inoltre apportare in dichiarazione dei redditi una variazione in diminuzione pari a 200 euro.
Gli aspetti contabili
Da un punto di vista contabile, fino allo scorso anno, non era facile conciliare la normativa civilistica con quella fiscale, poiché i beni materiali di uso durevole vanno iscritti tra le immobilizzazioni e ammortizzati negli anni ed è stato soppresso dal 2008 il meccanismo di recupero delle deduzioni fiscali in via extracontabile.
Infatti, salvo iscrivere il costo dei beni nel conto economico (pratica peraltro tollerata dal documento Oic 16, par. 3, del 2005 per le immobilizzazioni di modesta entità), l’unica possibilità di spesare i beni nell’esercizio era consentita per le sole attrezzature commerciali ed industriali iscritte a valore costante, nel rispetto delle condizioni contenute nell’articolo 2426, punto 12), del Codice civile, in vigore fino al 31 dicembre 2015.
Dal 1° gennaio 2016, tuttavia, queste difficoltà dovrebbero essere state superate, in quanto l’articolo 2423 del Codice civile, come modificato dal Dlgs 139/2015, introduce il principio di rilevanza che deroga agli obblighi in tema di rilevazione, valutazione, presentazione ed informativa, quando la loro inosservanza non interferisce sulla rappresentazione veritiera e corretta del bilancio.
Negli studi di settore
In ogni caso, a prescindere dalla modalità di contabilizzazione utilizzata, le spese sostenute per l’acquisto di beni di costo pari o inferiore a 516,46 euro devono essere indicate nei modelli degli studi di settore, in alcuni campi anche specificatamente; nel rigo relativo agli ammortamenti (rigo F20 per le imprese e G11 per i professionisti) e in quelli del valore dei beni strumentali (rigo F29 e F39 per le imprese e G14 e G22 per i professionisti).
Le disciplina sulla deduzione integrale è facoltativa ed in alternativa si può procedere all’ammortamento per quote annuali. Rimangono comunque ferme le limitazioni alla deducibilità dei costi apportate dalle altre norme tributarie (ad esempio per le auto, i telefonini eccetera).

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