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Mezzi di trasporto e beni strumentali spingono lo sviluppo del leasing

Tra gennaio e marzo il valore delle operazioni di leasing per i beni strumentali ha segnato un aumento di quasi il 7% rispetto al primo trimestre del 2015, quello per i veicoli commerciali del 25%, per i mezzi industriali del 39% e per le auto del 21 per cento. Arretrano di poco solo i contratti legati agli immobili, che segnano un -4,3 per cento. Per i principali settori del leasing il primo trimestre del 2016 è stato all’insegna della continuità, «lungo un percorso di crescita costante al traino del cauto ritorno degli investimenti delle Pmi», spiega Gianluca De Candia, direttore generale di Assilea, l’associazione che raggruppa i principali operatori del comparto.
Questo ciclo positivo sembra destinato a continuare alla luce dei dati preliminari di aprile, anticipati dallo stesso De Candia: +36% per i veicoli industriali, +22% per i commerciali, +18% per le auto, mentre per i beni strumentali si conferma un +9 per cento. «Anche se i giudizi in merito a una ripresa sono ogni giorno contrastanti – aggiunge il direttore di Assilea -, dati più incoraggianti arrivano invece dalle Pmi innovative, che investono anche attraverso il leasing, grazie alle misure in vigore a sostegno degli investimenti come il super-ammortamento e la Nuova Sabatini». Se questo trend continuerà, a fine anno il valore complessivo dei contratti dovrebbe arrivare a 18 miliardi, uno in più rispetto al 2015.
In un anno di crescita moderata del Pil (+1,1%), come ha evidenzato l’Istat la scorsa settimana, che dovrebbe innescare una ripresa degli investimenti stimata in un +2,7% grazie al miglioramento del mercato del credito, la metà degli investimenti proviene da aziende con sede in cinque regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio.
È quanto emerge dall’analisi della distribuzione territoriale dello stipulato leasing calcolata da Assilea, da cui emerge come sia il Nord a fare da volàno al resto del paese. Le regioni nella top five sono infatti quelle che più contribuiscono all’export nazionale ed è qui che le imprese stanno rimpiazzando i vecchi macchinari e rinnovando il parco veicoli. Infatti, con un valore di poco superiore a 1,8 miliardi, nel trimestre è il settore dei mezzi di trasporto quello con il miglior trend di crescita. Con oltre 440 milioni di finanziato nei beni strumentali è la Lombardia la regione sul gradino più alto del podio, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna.
«I beni strumentali continuano la loro crescita costante intorno al 10%, mentre l’auto sale in modo importante anche grazie al super-ammortamento» commenta Massimo Macciocchi, direttore commerciale di Ge capital. Dopo un decennio di investimenti congelati tra le Pmi cresce l’urgenza di rinnovare beni strumentali e attrezzature. È quanto evidenzia una ricerca di Ge Capital, da cui emerge come in circa un’azienda su due si punti all’aggiornamento dei macchinari per migliorare l’efficienza e la produttività. L’altra priorità avvertita è la riprogettazione dei processi interni con l’obiettivo di ridurre i costi operativi. Con piani d’investimento che, nell’arco del prossimo anno, si concentreranno, in un caso su due, sulle nuove tecnologie, sull’It e sul software. Le colonne portanti dell’Industria 4,0, il manifatturiero di domani.

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