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Metroweb, Telecom offre 820 milioni senza Sparkle

MILANO.
Telecom Italia mette sul piatto 820 milioni in contanti per il 100% di Metroweb, superando il prezzo di 776 milioni che informalmente aveva offerto Enel per la società che ha cablato con la banda larga Milano, Genova, Bologna e Torino. Ora si attende che il gruppo guidato da Francesco Starace, che ieri ha discusso gli estremi dell’operazione in consiglio, metta sul piatto una proposta definitiva in contanti, offrendo anche la possibilità alla Cassa Depositi e Prestiti di diventare socio di Enel Open Fiber. Poi toccherà alla stessa Cdp equity (azionista di Metroweb al 46,2%) e a F2i (53,8%) scegliere quale delle due offerte prediligere.
Nel dettaglio il gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha proposto di rilevare subito il 100% di Metroweb (o inizialmente il 67% e poi a tendere il restante 33%) mettendo sul piatto una valutazione interamente in contanti (820 milioni, da cui andrebbero tolti i debiti d Metroweb pari a circa 60 milioni) oppure di pagare a Cdp equity la sua parte con un pacchetto di Sparkle pari al 15-20%. Quest’ultima opzione, pare poco interessante per la Cdp, che aveva chiesto una quota di peso della società dei cavi sottomarini, e che addirittura si era spinta a valutarla alla pari di Metroweb, che ha un redditività pari a un quarto di Sparkle. Se la società della fibra ha chiuso il 2015 con 55 milioni di margine lordo, la controllata di Telecom ne ha registrati 196, e continua a crescere. Anche ieri il gruppo ha vinto una gara per la gestione e il controllo – che farà base a Catania – del cavo sottomarino di 22mila chilometri Sea Me We 5 (South East Asia-Middle East- Western Europe). E in proposito, se come pare Cdp non è più interessata a diventare azionista di Sparkle, Telecom vorrebbe procedere a una quotazione del 30-40% del gruppo in tempi brevi, ricavandone oltre 1,5 miliardi per accelerare gli investimenti nella sua banda larga. Se è un fatto che l’offerta economica di Telecom – che è vincolante fino al 16 maggio – supera del 5,6% quella di Enel per Metroweb, non è detto che il colosso elettrico non possa migliorarla o, in mancanza, essere comunque più persuasivo del gruppo controllato dalla francese Vivendi (socia al 25% di Telecom). Cdp potrebbe preferire una logica politica-industriale, per supportare il colosso energetico italiano nella diversificazione dal core business finanziando anche gli investimenti futuri nella fibra, per creare una dialettica con l’ex monopolista della telefonia. Ad ogni modo, la decisione che prenderanno F2i-Cdp su Metroweb, potrebbe anche avere delle ricadute sulla vendita da parte di Telecom delle torri di Inwit, per cui il fondo guidato da Renato Ravanelli è in gara, anche se in minoranza, insieme agli spagnoli di Cellnex. Anche qui, non c’è dubbio che dal punto di vista finanziario oggi l’offerta Cellnex- F2i è la migliore per la controllata delle torri, ma non è detto che senza Metroweb Telecom potrebbe fare una scelta diversa per valorizzare a pieno il 60% che possiede di Inwit.
Sara Bennewitz
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