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Metroweb, oggi F2i decide. Favorita Enel rispetto a Telecom

Manca l’ufficialità del cda che si terrà oggi, ma ufficiosamente F2i e Cdp sono orientate a preferire l’offerta di Enel per Metroweb, ancorché inferiore di 8 milioni rispetto a quella di Telecom. Manca anche il gradimento di Fastweb, ma difficilmente il gruppo si opporrà all’acquisto di Enel. E ieri le voci sulla disfatta per Metroweb hanno fatto perdere al titolo Telecom un altro 2,3%. Oggi peraltro i soci dell’ex monopolista delle tlc saranno chiamati ad approvare, insieme al bilancio 2015 anche il piano straordinario di incentivi per Flavio Cattaneo e la sua squadra, e un bonus 2016 più ricco per il presidente Giuseppe Recchi. Peraltro nei giorni scorsi Recchi nel suo ruolo istituzionale e il direttore finanziario Piergiorgio Peluso hanno incontrato alcuni esponenti di Assogestioni proprio per discutere dei 55 milioni di incentivi straordinari. Sia i proxy advisor, sia alcuni investitori hanno criticato il fatto che i bonus per Cattaneo e per la sua squadra sono legati più a obbiettivi di breve periodo (come il taglio del debito, delle spese operative, e la relativa crescita del mol) che a rilanciare le attività del gruppo. Qualcuno lamenta poi che se il nuovo ad dovesse cessare dal suo incarico – perché ad esempio Vivendi (socia al 24,7%) dovesse vendere la sua quota, o non essere più il socio di maggioranza relativa – il manager se avrà rispettato gli obiettivi del primo anno, avrà comunque diritto al bonus anche per gli anni in cui non l’ha maturato. Dopo aver rinunciato alle azioni gratuite e al bonus già maturato in Ntv, Cattaneo ha voluto tutelarsi rispetto a eventuali imprevisti che esulano dalla sua capacità manageriale di rispettare gli obiettivi. Fatto sta che, nonostante i 40 milioni di bonus che il manager potrebbe maturare a fine 2019, e che si aggiungono a stipendio fisso, variabile e opzioni, l’affluenza all’assemblea Telecom dovrebbe essere tale da non prevedere brutte sorprese. Non solo diversi fondi speculativi sarebbero proti a votare a favore del maxi bonus insieme a Vivendi, ma anche alcuni fondi con oltre il 5% del capitale sarebbero pronti a schierarsi al fianco di Cattaneo.
Flavio Cattaneo
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