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Metroweb, esclusiva a Enel per la fusione

L’obiettivo è l’integrazione con Enel Open Fiber – Si parte da un valore di 814 milioni
La trattativa in esclusiva per rilevare Metroweb e fonderla con Enel Open Fiber è stata avviata ufficialmente con Enel. La comunicazione è arrivata ieri da gruppo elettrico dopo la riunione del consiglio di amministrazione che ha preso atto dell’«avvio di trattative in esclusiva tra la società e F2i sgr e Cdp Equity /Fsi Investimenti, soci di Metroweb, volte a un’eventuale integrazione tra la controllata Enel Open Fiber e la stessa Metroweb. Tali trattative si inseriscono nell’ambito delle iniziative di sviluppo del business di Eof», spiega una nota diffusa ieri.
La sostanza della notizia comunicata ieri non è nuova, perchè i board di Cdp e di F2i avevano già sostanzialmente preferito l’offerta di Enel e a quella di Telecom nei giorni scorsi. Sino a ieri, però, la società elettrica non aveva ricevuto alcuna informazione formale dai suoi interlocutori. I negoziati ora possono proseguire e protrarsi fino al 3 luglio quando scadrà l’esclusiva.
«Nel corso del periodo di esclusiva, che scade il 3 luglio 2016 – continua la nota – è prevista l’effettuazione di un’attività di due diligence usuale per questo tipo di operazioni e le parti negozieranno la struttura dell’eventuale integrazione assumendo una valorizzazione dell’enterprise value di Metroweb pari a 814 milioni di euro».
I negoziati si concentreranno con tutta probabilità sulla governance del nuovo veicolo, visto che sulla valutazione c’è una sostanziale convergenza. L’operazione immaginata da Enel prevede che la società risultante dall’integrazione sia controllata da una joint-venture paritetica tra il gruppo elettrico e Cdp. La vera incognita da sciogliere è se F2i, attraverso i suoi fondi di investimento, decida di restare o meno nel capitale: non è da escludere l’ipotesi che il Fondo 1 possa monetizzare la partecipazione e che si possa reinvestire nella fibra attraverso il Fondo 2. Nel caso di quest’ultima eventualità, il fondo avrebbe una quota tra il 30 e il 40 per cento. I negoziati dovranno stabilire gli esatti equilibri delle partecipazioni ed eventualmente stabilire aggiustamenti del prezzo anche in base ai pesi azionari. Va poi configurata la possibilità che F2i possa avere una way-out e che, a partire dal 2018, entri nel capitale del nuovo veicolo un fondo infrastrutturale che assista i soci nel finanziamento del piano da 4 miliardi complessivi. La capitalizzazione iniziale della società non dovrebbe superare i 200 milioni, altri 400-500 milioni saranno raccolti attraverso la leva finanziaria.
In questo contesto Swisscom, che attraverso Fastweb controlla il 10% circa di Metroweb Milano e ha un diritto di veto sul cambio di controllo del gruppo Metroweb, sta valutando a sua volta il piano industriale di Eof per valutarne la portata e la compatibilità con le proprie strategie. Ad esempio, va stabilito come regolare l’accesso di Fastweb alla rete in fibra di Eof, visto che possiede già i cabinet in molte città in cui opererebbe la nuova società e sarebbe interessata solo all’accesso dell’ultimo miglio. Il board di Swisscom si esprimerà su questi aspetti tra il 16 e il 17 giugno: se l’esito fosse negativo, l’esclusiva di Cdp e F2i con Enel dovrebbe essere sospesa. In caso contrario, sarebbe un via libera anche per il cambio di controllo di Metroweb. Swisscom e Fastweb erano stati informati da F2i sull’intenzione di dare l’esclusiva al gruppo elettrico all’inizio della scorsa settimana.
Al termine della trattativa Enel dovrà presentare un’offerta vincolante che dovrà prima passare dal board (previo parere del comitato parti correlate sull’integrazione anche se si tratta di un’operazione da questo punto di vista di “minore rilevanza”) e poi andare all’approvazione dei cda di Cdp e F2i.

Laura Serafini

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