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Metamorfosi dei bilanci con il rendiconto obbligatorio

Un nuovo modello di rendiconto. La proposta di attuazione della direttiva 2013/34/Ue, pubblicata dal Mef, contiene numerose e significative novità: cambia, in primo luogo, la composizione degli schemi, con l’introduzione obbligatoria del rendiconto finanziario; sono inseriti due principi cardine delle logiche contabili anglo-amercani, la materialità e la prevalenza della sostanza rispetto alla forma; i criteri di valutazione si aprono, infine, a costo ammortizzato e fair value.

Il rendiconto finanziario. Il bilancio d’esercizio sarà costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal rendiconto finanziario e dalla nota integrativa. Lo schema che illustra la dinamica finanziaria aziendale acquisisce, in linea con gli standard internazionali, dignità di autonomo prospetto. Contrariamente a quanto previsto per gli altri schemi quantitativi, non viene imposto un contenuto rigido e dettagliato: il nuovo art. 2425 ter si limita, infatti, a illustrarne la struttura precisando come da questo debbano risultare, per l’esercizio rendicontato e per quello precedente, «l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all’inizio e alla fine dell’esercizio, e i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento, ivi comprese le operazioni con i soci».

Dal conto economico scompare, in aderenza con quanto previsto dai principi contabili internazionali, la gestione straordinaria. I costi e i ricavi di entità o incidenza eccezionali dovranno essere ricollocati, di conseguenza, fra il valore o i costi della produzione (a meno che siano di natura finanziaria) salvo poterne dare evidenza nell’ambito della nota integrativa. Cassati anche i conti d’ordine: gli impegni, le garanzie e le passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale, gli impegni esistenti in materia di trattamento di quiescenza e simili, nonché quelli assunti nei confronti di imprese del gruppo dovranno essere indicati nella nota integrativa.

La sostanza e la materialità. Vengono introdotti due nuovi principi di redazione. Il primo, ci riferiamo al numero 1-bis) dell’art. 2423-bis del codice civile, prevederà che la rilevazione e la presentazione delle voci venga effettuata tenendo conto della sostanza dell’operazione o del contratto. La forma giuridica, quindi, non può più essere un ostacolo insormontabile rispetto all’obiettivo della rappresentazione chiara, veritiera e corretta della situazione aziendale. Seppure la terminologia impiegata sia ora quella corretta, scompare infatti la funzione economica dell’elemento attivo o passivo, qualche dubbio permane ancora sulla sua portata: il nuovo trattamento riservato alle azioni proprie segue, per esempio, tale principio iscrivendosi ora quale riserva negativa nel patrimonio netto dell’emittente; il leasing finanziario invece, forse in attesa del successore dello Ias 17, deve essere ancora contabilizzato, rimanendo inalterato il numero 22 della nota integrativa, con un approccio non solo incompatibile con i principi contabili internazionali ma al di fuori della buona ragioneria.

Arriva anche il concetto di materialità. Il quarto comma dell’art. 2423 del codice civile esenterà dagli obblighi «in tema di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa quando la loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta». Rimarranno fermi, però, quelli in tema di regolare tenuta delle scritture contabili mentre la nota integrativa dovrà evidenziare le fattispecie coinvolte.

I nuovi criteri valutativi. Cambiamenti significativi, orientati verso gli standard internazionali, anche per i criteri di valutazione. Le immobilizzazioni rappresentate da titoli, i crediti e i debiti saranno valutati al costo ammortizzato ossia ripartendo, attraverso il metodo del saggio effettivo, gli interessi attivi o passivi nonché i costi e ricavi di transazione lungo la durata dello strumento finanziario, ovviamente al netto di perdite durevoli di valore o considerando, per i crediti, il valore di presumibile realizzo.

I costi di sviluppo e l’avviamento saranno ammortizzati secondo la loro vita utile o, in caso sia impossibile stimarla, rispettivamente in massimo cinque o dieci anni. La valutazione delle poste in valuta si fonderà sulla loro distinzione fra attività e passività monetarie e non monetarie: le prime saranno iscritte al cambio a pronti al termine dell’esercizio (gli utili o le perdite s’imputeranno a conto economico accantonando, però, l’eventuale risultato netto positivo in apposita riserva non distribuibile fino al suo realizzo); la seconda categoria di poste in valuta rimarrà, invece, al cambio vigente al momento del loro acquisto. Gli strumenti finanziari saranno valutati, infine, al fair value computando le variazioni di quest’ultimo a conto economico oppure, se l’oggetto stimato copre il rischio di variazione dei flussi finanziari attesi di un altro strumento finanziario o di un’operazione programmata, direttamente a una riserva positiva o negativa di patrimonio netto.

I tempi del recepimento. La proposta di attuazione della direttiva sui conti annuali e consolidati sarà soggetta a pubblica consultazione fino al 24 aprile 2015, termine da più parti giudicato del tutto inadeguato alla rilevanza del provvedimento. Il decreto legislativo di recepimento dovrà essere perfezionato, per evitare la violazione della tempistica comunitaria, entro il 20 luglio 2015. Le nuove disposizioni saranno comunque applicabili solo a partire dai periodi amministrativi iniziati dal 1° gennaio 2016.

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