Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Messina rinforza il capitale e rilancia su Ubi

Intesa Sanpaolo sospende il pagamento della cedola e lo rinvia a tempi migliori, almeno dopo settembre, e comunque quando Bce lo permetterà. E così fanno anche Ubi e BancoBpm. Ma nel frattempo la banca tira dritto sull’Offerta di scambio su Ubi, operazione che «assume ancora maggiore valenza» nel contesto attuale, come spiegato ieri dall’istituto.

La decisione della banca guidata da Carlo Messina è arrivata ieri, a valle di un cda che ha recepito la raccomandazione della Bce sul tema. Ca’ de Sass mette dunque in stand-by la distribuzione agli azionisti di circa 3,4 miliardi di euro cash, e porta la somma a riserva. Di dividendo si parlerà, eventualmente, dopo il primo ottobre, quando la banca «intende convocare» una nuova assemblea. Certo ci sarà da attendere prima l’ok di Francoforte, che sul tema ha adottato un approccio prudenziale in tutta Europa, vista la crisi in atto.

Ma se da una parte questa mossa lascia a bocca asciutta gli investitori, tradizionalmente abituati a una ricca cedola da parte della banca (tra il 2014 e il 2018 il gruppo ha elargito dividendi per 13,4 miliardi), dall’altra il gruppo rafforza ulteriormente il proprio patrimonio, che sale dal 14,1% al 15,2% in termini di Cet 1, il 5,8% in più rispetto al requisito Srep. Tradotto, significa avere 16,5 miliardi di euro in più in cassaforte, cifra che salirebbe a 19 miliardi se si considerassero anche le ulteriori misure di allentamento regolatorio previste da Bce e da Bankitalia.

Con questo significativo capitale di sicurezza, Intesa affronta da una situazione di piena solidità l’emergenza Coronavirus e gli effetti di una crisi che inevitabilmente porterà maggiori accantonamenti per tutte le banche. Nel contempo, il cuscinetto di capitale consente di approcciarsi anche con maggiore forza all’altra partita in corso, quella dell’Ops su Ubi. Sul tema il Cda di Intesa ieri ha confermato la rotta tracciata a febbraio, con l’ok all’aumento previsto per il 27 aprile da parte dell’assemblea. E Messina – che destinerà un milione di euro del bonus 2019 a iniziative per l’emergenza, somma a cui si aggiungono altri 5 milioni di bonus da parte di altri 21 top manager dell’azienda – ha incassato anche il pieno supporto del primo azionista, la Compagnia di San Paolo: «Siamo convinti che si debba perseguire la strada intrapresa», ha detto il presidente Francesco Profumo, riferendosi all’operazione sull’ex popolare. Intesa evidenzia come l’attuale scenario rafforzi la valenza strategica del deal, in particolare per «le sinergie di costo» nonché per «l’aumento del grado di copertura dei crediti deteriorati e la riduzione dei crediti unlikely to pay e in sofferenza». E pur senza citare Ubi, Ca’ de Sass sottolinea che «le banche di minori dimensioni hanno ridotte possibilità di avvalersi delle leve dell’efficienza e della riduzione del profilo di rischio per fronteggiare un quadro economico sfavorevole».

A stretto giro, la risposta (indiretta) di Ubi, anch’essa alle prese con il congelamento del dividendo, il primo «nella storia dell’istituto». La banca guidata da Victor Massiah ricorda «l’importante riduzione dei crediti deteriorati» effettuata, che ha permesso a Ubi di scendere a un rapporto tra i crediti deteriorati lordi e il totale degli impieghi del 6,9% su base pro-forma, livello che colloca Ubi «al secondo posto dopo Unicredit tra le maggiori banche italiane» per qualità dell’attivo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cdp ha appena celebrato il più grande matrimonio del 2020, quello che ha portato alle nozze Sia (4,...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Era nell’aria, adesso c’è la conferma ufficiale: l’Opa del Crédit Agricole Italia è «inatt...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Iccrea esce dal capitale di Satispay ma non abbandona il fintech. L'operazione, anzi, ha l'obiettivo...

Oggi sulla stampa