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Messina (Intesa): non cederemo il risparmio degli italiani

«Le elezioni ad aprile sarebbero pericolosissime, i mercati hanno bisogno di certezze soprattutto se hai creato rottura nella percezione del rischio Paese». Così Carlo Messina al Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino in occasione della presentazione del nuovo centro assicurativo dell’istituto di credito. Stabilità e certezze sono i temi che il ceo della banca ha voluto comunicare a più riprese. Alla Camera, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, aveva affermato «la riduzione del debito è un percorso da mantenere». Ieri Messina ha sottolineato che «il ministro ha detto le cose che probabilmente andavano dette un mese fa. Questo avrebbe evitato la salita dello spread e la caduta delle Borse per la fiducia degli investitori non bastano dieci giorni di buone dichiarazioni, la mia idea è che serva aspettare la manovra finanziaria per dimostrare il momento in cui si fa sul serio».

E a chi ieri gli chiedeva chiarimenti sulla cessione di una quota di Eurizon, società di gestione del risparmio di Ca’ de Sass, il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo ha risposto netto: «È una fake news, noi vogliamo crescere. Non ci sarà nessuna operazione di dismissione di una quota di asset management se non finalizzata a diventare ancora più grandi». Anzi, è stata la stoccata di Messina, «il nostro progetto non è quello di ridurci, quindi continua la ricerca per un’alleanza con un grande operatore internazionale ma la condizione è avere la maggioranza, non ci troveremo mai nella condizione di vendere il risparmio degli italiani come hanno fatto altri».

Il nuovo corso della banca prevede un rafforzamento della sua presenza nel ramo assicurativo puntando a diventare uno dei principali player italiani nel settore Danni, e in particolare nel Non-motor retail. L’investimento per Intesa Sanpaolo Assicura prevede 300 milioni di euro nel triennio in tecnologia e iniziative di comunicazione sul modello di Banca assicurazione, ampliamento dell’offerta, un master per la formazione e 500 assunzioni. «Vedo prospettive di crescita della nostra quota di mercato, oggi abbiamo solo il 5, 8% dei nostri clienti che comprano prodotti assicurativi, contro una media del 20- 25% che compra fondi comuni investimento e altri prodotti della banca».

Andrea Rinaldi

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