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“Mes senza condizioni per chi lo chiede” Bruxelles spiana la strada all’Italia

BRUXELLES — Con una lettera di due cartelle e mezzo, Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni sterilizzano la “sorveglianza rafforzata” per i Paesi che chiederanno i fondi del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) contro la pandemia. Il vicepresidente della Commissione europea e il responsabile all’Economia di Bruxelles lo scrivono chiaramente: «Non sarà attivato nessun programma di aggiustamento macroeconomico». E ancora, «non ci sarà alcun monitoraggio addizionale sul sistema finanziario e non ci sarà necessità di misure correttive». Per finire: «Non ci saranno missioni ad hoc» per verificare i conti dei paesi che accederanno alle linee di credito del Mes. Insomma, niente Troika alla greca, niente programmi di aggiustamento o interventi drastici sul debito, niente cambio delle condizioni in corsa. Un chiarimento salutato da Roma: «Tutte le nostre richieste sono state accolte», spiega un’autorevole fonte governativa. E c’è un’altra ragione di soddisfazione per i mediterranei: al momento per il rimborso delle linee di credito del Mes è previsto un tasso praticamente nullo, pari allo 0,1%.
Ieri pomeriggio gli sherpa dei governi hanno chiuso gli ultimi dettagli sul nuovo Mes in vista della riunione dei ministri delle Finanze di oggi (Eurogruppo). La missiva della Commissione Ue era l’ultimo tassello per rendere innocuo l’uso anti-Covid del Fondo Salva-Stati, come concordato politicamente ad aprile dai governi. Oggi i ministri sono chiamati ad approvare il “Term Sheet”, ovvero il contratto standard che sarà applicato ai governi che chiederanno i fondi del Mes (per l’Italia fino a 36 miliardi). La prima bozza del regolamento, rivelata la scorsa settimana da Repubblica , conteneva ancora un’ambiguità, visto che prevedeva una pericolosa sorveglianza classica, in “stile greco”.
Gentiloni e Dombrovskis hanno spazzato ogni dubbio, sottolineando che il monitoraggio della Commissione (in accordo con la Bce) produrrà «rapporti trimestrali» che «si focalizzeranno sull’uso dei fondi per coprire i costi sanitari diretti e indiretti» contro il Covid. Non ci saranno missioni speciali nei paesi in stile Troika, ma la vigilanza sulla correttezza delle spese sarà condotta all’interno delle normali trasferte dei funzionari Ue previste dal cosiddetto Semestre europeo. E per blindare legalmente questi impegni, Bruxelles annuncia una serie di emendamenti ai vecchi regolamenti. Tra l’altro il monitoraggio, al contrario del caso greco, non proseguirà fino a quando saranno stati rimborsati i soldi, ma sarà molto più breve: terminerà quando i fondi saranno stati spesi. Viene esclusa anche una sorveglianza di post programma (Pps).
Gli sherpa hanno accolto l’interpretazione della Commissione sulla sorveglianza, che oggi dovrebbe passare senza problemi all’Eurogruppo, e hanno preparato il terreno ai ministri anche sugli altri punti aperti, ovvero maturità e tassi dei prestiti. Per ora resta una scadenza di rimborso di 10 anni, un compromesso tra la richiesta dei mediterranei di 20 anni e dell’Olanda di 5. Sui tassi per la restituzione del prestito c’è un preaccordo sullo 0,1% che dà ragione al Club Med, mentre i nordici volevano imporre oneri superiori (la questione sarà ancora discussa dai ministri). Il Mes sarà accessibile a tutti i Paesi della zona euro, visto che la Commissione ha svolto un’analisi preventiva del debito di tutti i 19 — come chiesto dai mediterranei per evitare uno stigma sui mercati — e li ha promossi tutti, compreso quello italiano.

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