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Merkel, schiaffo sul vertice proposto da Monti

BERLINO – Il confronto su come salvare Eurolandia sta diventando scontro ai limiti del gelo: Monti e Hollande, con a fianco Mariano Rajoy a Madrid e la Commissione europea di Barroso, contro la linea dura tedesca. Angela Merkel, ha annunciato ieri sera il suo viceportavoce Georg Streiter, non ha ancora deciso se potrà accettare o no l´invito esteso a lei, al presidente francese e al premier spagnolo, al G8 del weekend scorso, per un summit a tre a Roma per concordare una linea comune prima del vertice europeo di fine giugno. Lo sgarbo a doccia fredda di Berlino viene dopo il reiterato no agli eurobond. Un diniego che ha fatto fallire l´incontro di ieri a Berlino tra il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble e il suo nuovo omologo francese, Pierre Moscovici. Sugli eurobond, e sulla crescita, sembra quasi che un muro divida la Germania dagli altri Paesi dell´eurozona. «Abbiamo ricevuto l´invito del presidente del Consiglio Monti – ha detto Streiter – ma se davvero questo incontro previsto per giugno a Roma si terrà è ancora questione aperta, a causa della difficile situazione del calendario di appuntamenti». In altre parole: per la cancelliera, nonostante l´emergenza dell´euro, la recessione che colpisce quasi ovunque nell´eurozona e la tragedia greca, potrebbe non essere indispensabile consultarsi con gli altri tre grandi dell´Unione monetaria. Sullo sfondo dei no di Merkel agli eurobond delle ultime ore, e anche delle sue gravissime difficoltà politiche interne (senza misure per la crescita la Spd, opposizione, non voterà la ratifica parlamentare del fiscal compact, e quindi non ci sarà la richiesta maggioranza dei due terzi) la piccola frase è pesante. Palazzo Chigi cerca di minimizzare: «Ovviamente la data del vertice non è stata ancora fissata, ma è stato solo deciso il principio di organizzarlo a giugno per fare il punto. La data sarà decisa nei prossimi giorni e probabilmente se ne parlerà anche al summit europeo a Bruxelles questo 23 maggio». Resta che c´è un invito esteso nel weekend, e solo ora Merkel dice di non averlo ancora accettato. Ed è difficilissimo immaginare che Monti abbia annunciato il vertice senza avere prima segnali favorevoli dagli invitati. Berlino alza anche il tono dei nyet: «Non vogliamo gli eurobond, sarebbero una terapia al momento sbagliato». Così ieri il governo ha di nuovo puntato i piedi, a 48 ore dal vertice a Bruxelles. Un deputato Cdu, Michael Meister, ha rincarato la dose: «Se Hollande e Monti vogliono, emettano i loro titoli». Moscovici ha detto desolato che «siamo rimasti ognuno sulle proprie posizioni, gli eurobond sono un´idea forte, ma la Francia non può imporre il suo punto di vista agli altri». La sensazione è che voglia imporsi Berlino. Prima della doccia fredda tedesca, i mercati avevano reagito positivamente ai segnali pro-crescita del G8: le Borse avevano registrato quasi tutte un aumento, da Londra a Parigi, da Francoforte a Wall Street. Debole Milano, ma per il peso dello stacco delle cedole. Oggi, a causa di Berlino, la riapertura dei mercati potrà essere ben più tesa.

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