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Merkel: “Per superare la crisi serve l´unione politica dell´Europa”

BERLINO – È l´inizio della svolta tedesca: al pressing crescente di Monti e Hollande, alle accuse di Obama, alle sollecitazioni di Cameron, Angela Merkel la temporeggiatrice risponde infine con un contrattacco nello stile di Helmut Kohl. «Abbiamo bisogno di più Europa per salvare l´Unione monetaria e il nostro futuro, ci vuole l´unione di bilancio ma prima di tutto dobbiamo andare verso l´Unione politica, passo passo abbandonare competenze e cedere sovranità all´Europa. È anche una risposta positiva all´appello della vigilia del presidente Bce Mario Draghi, che aveva chiesto ai leader politici un chiaro segnale di dove vogliono portare il continente.
La cancelliera ha annunciato il suo contrattacco ieri mattina in una lunga intervista alla prima rete tv Ard, poi l´ha ripetuta in un teso incontro col premier britannico David Cameron, e in serata in un dibattito con studenti. Non è ancora l´impegno esplicito e concreto a un piano immediato di salvataggio auspicato da Obama e Cameron, non è un sì a spese subito per arginare la crisi di Spagna, Grecia e altri paesi deboli che i partner chiedono, ma Merkel per la prima volta ha detto anche una frase significativa: la Germania «è pronta a usare in ogni momento tutti gli strumenti necessari», cioè il fondo salvastati Fesf e il suo successore Esm, «e questa è prova della nostra volontà politica di mantenere l´eurozona forte e stabile, capace di contribuire alla crescita globale».
È stato, questo giovedì, il giorno più lungo della Merkel. Il messaggio tedesco, in vista del decisivo vertice europeo di fine giugno, diventa chiaro e forte. «Ci vuole più Europa, il fiscal compact è una condizione necessaria ma non sufficiente a salvarci», ha detto la cancelliera. Mentre sul fronte interno compiva passi avanti verso un´intesa con le opposizioni sulla ratifica del patto fiscale europeo, e prometteva una tassa sulle transazioni finanziarie. «La crisi del debito», ha continuato la Merkel, «dura da dieci anni, da quando esiste l´euro, e non ne usciremo in un battibaleno. Ci vorranno un po´ di anni per lasciarsi la crisi alle spalle».
Un misto di sorpresa positiva e critiche ha accolto le parole della cancelliera. L´ospite David Cameron ha insistito che occorrono misure finanziarie urgentissime, ad esempio a fronte della crisi spagnola. Ma Merkel ha ribadito impassibile: «Ora dobbiamo, è prioritario, andare avanti step by step nella costruzione dell´Europa politica, nella cessione di sovranità. E in questo periodo, rigore e crescita devono essere due facce della stessa medaglia, la via comune verso l´unione politica».
Ci vuole impegno, coraggio e pazienza, ha insistito la cancelliera: «Non credo che basterà un summit a giugno per la grande svolta, ma cominciamo intanto con un piano che dica che c´è bisogno di più Europa; chi è nell´Unione monetaria dovrà muoversi più strettamente insieme. Siamo pronti ad accogliere nuovi membri volenterosi, ma non possiamo fermarci ad aspettare quelli che esitano». Berlino, ha ripetuto Merkel, ritiene «importante sottolineare che abbiamo creato gli strumenti per mantenere la stabilità, e che la Germania è pronta a usarli ogni volta che si mostra necessario». Allusione per esempio a una possibilità per Madrid di chiedere aiuti di Fesf e di Esm. E insieme appoggio alla decisione di Mario Draghi, che la Bce concederà liquidità illimitata fino a fine anno. La svolta tedesca è cominciata: avviare un´unione politica può aprire la strada agli eurobonds. Ma restano timori. Quanto al caso più grave, la Grecia, «non è possibile mettere in primo piano la solidarietà», ha ammonito la cancelliera: «Abbiamo già dato ad Atene aiuti pari a una volta e mezzo il suo prodotto interno lordo, ora la questione è cosa i greci (con le elezioni tra dieci giorni, ndr) sceglieranno, se vogliono accettare le proposte europee o no».

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