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Merkel media con Polonia e Ungheria. Raggiunta l’intesa sul Recovery fund

Ungheria e Polonia hanno tolto il veto. Lo annunciano subito su Twitter il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: c’è l’accordo sul prossimo budget Ue e su Next generation Eu. «Ora possiamo iniziare con l’attuazione e ricostruire le nostre economie» scrive Michel, «1.800 miliardi per alimentare la nostra ripresa e costruire un’Ue più resiliente, verde e digitale» ricorda von der Leyen, che si congratula con la presidenza di turno tedesca, così come ha fatto la presidente della Bce, Christine Lagarde.

Angela Merkel non è su Twitter e non cinguetta. Ma è la cancelliera tedesca la vera artefice del compromesso: la sua mediazione con il premier ungherese Victor Orbán e il premier polacco Mateusz Morawiecki ha sbloccato la situazione. Ed è sempre della cancelliera, sostenuta dal presidente francese Emmanuel Macron, il merito del via libera in luglio al più grande pacchetto di aiuti nella storia dell’Ue. Prima di entrare al vertice aveva ammesso: «Abbiamo lavorato molto duramente per rispondere alle preoccupazioni di Ungheria e Polonia e allo stesso tempo per preservare il meccanismo dello stato di diritto». Così ieri finalmente a inizio serata il Consiglio europeo — che è proseguito fino a tarda notte nel tentativo di trovare la quadra su sanzioni alla Turchia e target climatici — ha approvato il bilancio dell’Unione 2021-2027, a cui è legato il Recovery fund, tenuto in ostaggio da Ungheria e Polonia perché contrarie all’accordo raggiunto tra il Consiglio e il Parlamento Ue sul legame tra erogazione dei fondi europei e rispetto dello stato di diritto. In cambio di fatto è stato concesso che il meccanismo entri in funzione in ritardo almeno di un anno e mezzo (quando si voterà in Ungheria), ma non ne sono stati messi in discussione i principi e sarà applicato in modo retroattivo dal gennaio 2021. Abbastanza per far parlare di «vittoria» Orbán e Morawiecki. Il premier olandese Rutte a inizio vertice ha chiesto un parere del servizio giuridico del Consiglio, che sarà pubblicato dopo il summit.

Il via libera è fondamentale per il nostro Paese come ha sottolineato il premier Conte in un tweet: «Questo significa poter sbloccare le ingenti risorse destinate all’Italia: 209 miliardi». E soddisfazione è stata manifestata dal ministro per gli Affari europei Amendola, che oggi incontrerà la Commissione, dal leader del Pd Zingaretti e dal M5S. Ma l’intesa rappresenta anche una svolta per l’Ue. Per il presidente francese Macron è uno «storico piano europeo di rilancio».

Il compromesso è una dichiarazione interpretativa delle regole del meccanismo sullo stato di diritto che sarà allegata all’accordo sul pacchetto complessivo. La Commissione formulerà le linee guida per l’applicazione del regolamento ma, se verrà proposto un ricorso, le linee saranno finalizzate dopo la sentenza della Corte di giustizia (e questo allungherà i tempi). Inoltre il regolamento sarà applicato nel pieno rispetto delle identità nazionali. La prossima settimana sarà il Parlamento Ue a votare in plenaria il pacchetto del bilancio. Ora potrà anche partire il procedimento per le ratifiche da parte dei Parlamenti nazionali delle nuove risorse proprie che alimenteranno il budget.

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