Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Merkel-Macron, spinta sul Recovery fund

BERLINO Il vertice del 17 e 18 luglio sarà un «momento della verità» per l’Europa. C’è ancora tanto lavoro prima di mettersi d’accordo sul Recovery Fund da 750 miliardi di euro per aiutare i Paesi più colpiti dalla pandemia e sul bilancio pluriennale dell’Unione da 1.100 miliardi. C’è una «miriade di discussioni» da fare. Ma noi «speriamo di trovare una soluzione», perché «l’Europa è il nostro futuro» e «soltanto insieme saremo forti e giocheremo un ruolo nel mondo».

È il messaggio che Angela Merkel ed Emmanuel Macron, ognuno col suo linguaggio e le sue metafore, lanciano dal castello di Meseberg, nella marca brandeburghese, alla vigilia della presidenza tedesca dell’Unione europea che inizia domani.

Il presidente francese è il primo ospite straniero che la cancelliera incontra fisicamente dall’inizio della crisi, conferma della volontà di Berlino e Parigi di dare insieme «un impulso positivo» all’Unione in questi «tempi difficili». «Sappiamo che se Francia e Germania sono d’accordo, non significa che lo sia anche l’Europa. Ma ma sappiamo anche che se non lo sono, le cose non avanzano», dice Merkel al termine dei colloqui.

Il fondo ha un buon equilibrio tra sussidi, cuore della operazione, e prestiti

Dal negoziato, spiega la cancelliera, dovrà uscire un «fondo per la ricostruzione solido», in grado cioè di aiutare in modo sostanziale in particolare i Paesi che soffrono di più per l’impatto economico del Coronavirus. «Non c’è bisogno di una nuova proposta e non fallirà per causa nostra», aggiunge Merkel, riferendosi al pacchetto da 500 miliardi di euro in sussidi e 250 miliardi in prestiti, messo sul tavolo dalla Commissione europea, che incontra in primo luogo le resistenze di Austria, Olanda, Svezia e Danimarca, i cosiddetti Paesi frugali, o avari a seconda del punto di vista.

Anche Macron ha definito «buono» l’equilibrio tra sussidi, «cuore dell’operazione», e prestiti. Quanto alle resistenze dei quattro Paesi, il presidente francese ha ricordato che «hanno molti più vantaggi di altri dal mercato unico ed è quindi necessario che siano più solidali». Per Macron questa è l’occasione decisiva per portare avanti il «modello europeo».

Con un diretto riferimento all’Italia, Merkel ha tuttavia spiegato che il Recovery Fund da solo non può bastare: «Ognuno a casa sua deve decidere cosa fare» per migliorare «la propria capacità di guardare al futuro» e «rendere l’economia più competitiva». E qui ha citato l’esempio del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il quale ha annunciato un «piano per modernizzare l’Italia». Anche la Germania, così Merkel, si sta impegnando su «come investire», soprattutto nell’economia verde e nella digitalizzazione.

Non c’è bisogno di una nuova proposta e non fallirà per causa nostra

Sull’importanza di «approvare il Recovery Fund prima della pausa estiva» si è espressa ieri anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per la quale è «una grande fortuna» che dal 1° luglio la Germania sia al timone dell’Europa.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Al via l ’alleanza con la piattaforma Fabrick per offrire alle banche le gestioni patrimoniali. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Europa scommette sull’idrogeno per centrare gli obiettivi climatici del Green deal. La rivoluz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È partita ieri l'offerta pubblica di scambio volontaria (Ops) promossa da Intesa Sanpaolo sulla tot...

Oggi sulla stampa