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Merkel e Macron presentano un piano da 500 miliardi Lo spread ai minimi, volano i mercati

La videochiamata a due e poi la videoconferenza- stampa in diretta da Parigi e da Berlino, ognuno nella propria capitale a mille chilometri di distanza, hanno ottenuto e poi annunciato ieri più risultati di anni di cene di lavoro, amichevoli e ravvicinati pranzi informali, strette di mano e abbracci davanti ai fotografi tra più di un presidente francese e la cancelliera tedesca.

Emmanuel Macron alla fine ha conquistato in tre mesi quel che Angela Merkel ha sempre negato ai suoi predecessori all’Eliseo e poi a lui stesso da tre anni, ovvero la disponibilità a mettere in comune un debito europeo: si comincia con 500 miliardi che saranno presi in prestito dalla Commissione sui mercati, a condizioni sicuramente più favorevoli di quelle che avrebbe strappato un singolo Stato messo quasi in ginocchio dall’epidemia.

Quei soldi non verranno ripartiti tra tutti gli Stati proporzionalmente al loro contributo, ma verranno usati per aiutare solo le regioni più colpite, in base ai loro bisogni. Per esempio, per sostenere l’industria del turismo in Italia. Per la prima volta passa il principio di un trasferimento di risorse.

«La Germania uscirà bene da questa crisi solo se l’Europa intera ne sarà uscita bene», ha detto Merkel, rispondendo alla solita domanda «chi paga?» posta da un connazionale. C’è voluto il coronavirus, e il rischio molto concreto di un crollo delle economie di Francia, Italia e Spagna, per rompere l’eterno tabù tedesco sulla messa in comune del debito.

Aiuti

I soldi non saranno ripartiti tra tutti gli Stati ma andranno solo ai Paesi più colpiti

Non si tratta di un provvedimento già operativo, l’Iniziativa franco-tedesca è solo una proposta che adesso deve essere sottoposta all’esame degli altri partner europei e che dovrà convincere i più recalcitranti, ovvero i Paesi Bassi, l’Austria e i nordici che — finora sostenuti da Berlino — avevano sempre respinto l’idea di «pagare per il Club Med».

L’Italia ha subito reagito con favore, con una nota di Palazzo Chigi in cui si parla di «un buon punto di partenza» sia pure «da ampliare». Roma sottolinea che l’Iniziativa di ieri «è frutto del lavoro congiunto con altri partner europei, in primis l’Italia». Mentre l’Austria e i nordici restano saldi: dopo una riunione con Danimarca, Paesi Bassi e Svezia, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha detto che «la nostra posizione non cambia, siamo pronti ad aiutare i Paesi più colpiti con prestiti», che poi nella sua visione spetterebbe a ogni Stato, e non all’Unione europea, restituire.

Cinquecento miliardi non sono una cifra enorme, e lo ha riconosciuto Macron quando ha detto «è meno di quanto alcuni sperassero». Ma il presidente francese ha sottolineato che «è anche molto più di quanto altri siano mai stati disposti ad accettare», e ha parlato di «rivoluzione della filosofia» alla base della costruzione europea.

A sorpresa, dopo l’attacco dei giudici costituzionali di Karlsruhe, gli annunci di ieri segnano la resurrezione di una coppia franco-tedesca che veniva data ormai per finita. Oltre ai trasferimenti per 500 miliardi, l’Iniziativa annunciata ieri prevede altri tre pilastri: sul piano sanitario, c’è la proposta di creare a livello europeo stock comuni di mascherine e tamponi: terzo pilastro, accelerazione della «transizione verde» delle economie; quarto, la ricerca di una «vera sovranità europea», con la produzione di farmaci e materiale medico, e più in generale la volontà di re-localizzare gli investimenti in Europa favorendo l’emergere di «campioni europei».

La fase potrebbe essere positiva, tra notizie incoraggianti sul vaccino e il calo delle vittime da Covid-19. Già ieri mattina le Borse sono balzate, Francoforte del 5,7%, Parigi del 5,2%, Madrid del 4,7% e Londra del 4,3%. E lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi è crollato di oltre 20 punti base, a quota 215.

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