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Merkel: Italia coraggiosa sulle riforme

BERLINO — «L’Italia decide da sola, anche se ricorrere o no al fondo salvastati. Io con Mario Monti non ne ho parlato, intanto il paese sta portando avanti con molto coraggio il suo programma di riforme, ha già ottenuto buoni risultati e ha già percorso molta strada con le sue decisioni ». Parola di Angela Merkel. Già, ma Berlusconi, i suoi attacchi di domenica alla Germania che impedirebbe alla Bce di stampare denaro? Lei lo liquida trattenendo a stento un sorrisetto ironico, come quello che spese su di lui con Sarkozy, mentre al solo sentire quel nome tutta la sala della conferenza stampa è scoppiata a ridere. Poi “Angie” sussurra la frasetta significativa, gentile ma folgorante: «Un suo ritorno? Io sono democratica, rispetto ogni responso elettorale». Insomma, a Roma come a Mosca o a Budapest. E quanto a stampar soldi, «i confini della Bce sono chiari». Come a dire, il Cavaliere non vorrebbe rispettarli. Sorridente e distesa nella giacca beige all’incontro con la stampa ieri mattina, la cancelliera ha lanciato forti segnali di appoggio al Professore e di distanza gelida da chi lo ha preceduto. Con silenzi e sottintesi, si è schierata.
Ha anche ammonito la Banca centrale europea a non avventurarsi nel regno della politica fiscale, ha esortato la Grecia a veloci scelte di risanamento. Ha distribuito lodi, moniti, esortazioni parlando da imperatrice buona dell’Europa, da unico personaggio della Ue che tratta a pari dignità con Obama e Hu Jintao. Ma i mercati, influenzati dalle prese di beneficio, dal ritorno delle preoccupazioni sulla Spagna e da nuovi allarmi su Atene hanno avuto un lunedì negativo.
Le Borse hanno chiuso in moderato ribasso, con Milano maglia nera in Europa (meno 0,83). Ed è salito lo spread, oltre quota 340 tra Btp e Bund, e oltre 420 per i bonos spagnoli.
Le incertezze alimentano sfiducia sull’Europa. Ben 65 tedeschi su cento, secondo il sondaggio promosso dalla Fondazione Bertelsmann, ritengono che col marco oggi starebbero meglio. E 49 su cento, pensano che vivrebbero meglio se non esistesse l’Unione europea.
Timori e allarmi, ma “Angie” non si lascia scoraggiare, ostenta ottimismo come faceva Kohl all’apice della sua leadership. «Con Monti ho parlato della situazione generale, dell’esigenza di politiche di risanamento. È il momento buono» — ha aggiunto — per una maggiore cooperazione politica in Europa». Si è difesa dalle critiche dell’Europa mediterranea contro lei e la Germania: «Io agisco pensando all’interesse dell’Europa, non già per vessare o esasperare la gente». Rassicurare e mediare a ogni costo, da sola numero uno: «Mario Draghi mi ha assicurato che le misure decise sono nel campo della politica monetaria e non di quella fiscale, ciò è fondamentale».
Appoggio confermato con un avvertimento, dunque. Ma al tempo stesso il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, col suo no all’acquisto illimitato di bond, «si preoccupa che venga assicurata una soluzione sostenibile della crisi, e ha comunque il pieno diritto di esprimere la sua opinione». Come chiunque, anche Berlusconi appunto.

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