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«Merkel ingiustificabile»

di Nicoletta Picchio

È preoccupata per i dati del Fondo monetario sull'economia italiana, un calo del pil per quest'anno e il prossimo: «Restare per troppo tempo in questa situazione, con spread così alti e credit crunch, è troppo negativo. C'è il rischio che la recessione sia ancora più forte». E se la prende con la Germania: «L'atteggiamento della Germania è insopportabile. È una resistenza ingiustificabile quella della cancelliera tedesca Merkel».
Anche perché, sottolinea Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, l'Italia sta facendo la sua parte con manovre sui conti pubblici, che nel 2011 sono state 80 miliardi di euro, e le riforme annunciate dal governo Monti, liberalizzazioni e mercato del lavoro, il primo punto proprio oggi al vaglio del consiglio dei ministri.
«Confindustria è sempre stata a favore delle liberalizzazioni, che portano più crescita e una riduzione delle tariffe. L'importante è che sia un processo serio e non condotto con una logica punitiva», ha detto la presidente di Confindustria, parlando all'assemblea degli industriali di Aosta, sottolineando di condividere «la volontà vera e profonda del governo». Il testo «aiuta il mercato e può dare nuovi strumenti di crescita, anche se ci sono punti da migliorare, come le autostrade».
Lunedì il governo ha convocato le parti sociali sul mercato del lavoro: «Ci presenteremo senza ideologie», ha ripetuto ieri la Marcegaglia. Confindustria ha preparato un dossier europeo, che ha dato al ministro del Welfare, da dove emerge che sulla flessibilità in entrata l'Italia è in linea con la Ue: «Da noi il lavoro temporaneo è al 12% mentre in Germania è al 14». La flessibilità serve in entrata, «ma anche in uscita. Non si possono tenere i posti di lavoro che non esistono più, ma accompagnare i lavoratori verso le richieste del mercato». Occorre tutelare il reddito delle persone, formandole, riallocandole. «C'è troppa disoccupazione, abbiamo problemi anche se la situazione è migliorata con le flessibilità introdotte dalle leggi Treu e Biagi». Aggiungendo: «Ci sono troppe partite Iva, bisogna sanare gli abusi che dovrebbero essere lavoratori a tempo determinato». Quanto agli ammortizzatori sociali, per la Marcegaglia bisogna fare attenzione: «Funzionano, ci siamo autofinanziati fin dove era possibile. Ora è necessario essere flessibili anche quando si esce dal lavoro ed agevolare più chi entra».
Gli sforzi dell'Italia però devono andare di pari passo con quelli europei. «Quello che stiamo facendo non è sufficiente. Serve un maggior coordinamento europeo, aumentare le risorse del fondo salva Stati, permettere alla Bce di sostenere il debito pubblico dei paesi in difficoltà, una maggiore unione a livello fiscale». Un'azione tale che «chi specula contro l'Italia capisca che ci sono strumenti di contrasto».
Su queste strategie pesa la rigidità della Germania. «Incomprensibile» per la presidente di Confindustria. Non solo perché l'Italia non può più essere definite «sprecona» dopo le manovre. Ed anche perché «un'Europa che non aiuta è destinata a morire. Magari moriamo prima noi, ma poi muore anche la Germania». Il mondo delle imprese si sta muovendo: «Stiamo lavorando con la Confindustria tedesca perché anche i loro imprenditori sono consapevoli del rischio che corrono» ha detto la Marcegaglia.
Non c'è tempo da perdere: «il 2012 sarà un anno difficile, nel 2013 ci aspettiamo un miglioramento, ma non certo una crescita». È il peggior periodo dal doppoguerra ad oggi, è stato perso anche il 60% della produzione industriale. Bisogna fare di tutto per riprendere la crescita, sia in Europa che in Italia. E la Marcegaglia ha rilanciato il problema dei crediti verso la Pubblica amministrazione: «È un debito pubblico di 70 miliardi che viene scaricato sulle spalle delle imprese. Non accettiamo che questo problema venga accantonato». Ed ha anche annunciato che Confindustria sta lavorando su strumenti che aiutino le imprese a superare questa fase di credit crunch. Infine, un bilancio della sua presidenza, che a maggio terminerà: «È stata un'esperienza straordinaria. Oggi Confindustria è più aperta e democratica, dobbiamo andare avanti su questa strada, lavorare di più perché migliori la competitività di tutti, offrendo servizi più strategici», ha detto la Marcegaglia, ricordando di aver quasi raggiunto l'obiettivo di ridurre del 20% i costi. «Lavorerò fino all'ultimo giorno del mio mandato, resterò sempre vicina a Confindustria».

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