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Merkel e Sarkozy: insieme per l’euro

di Gerardo Pelosi

I Governi di Germania e Francia insieme alle istituzioni europee si sentono di scommettere su Mario Monti e sulla sua capacità di ridurre il debito e sostenere la crescita dell'Italia. Una significativa apertura di credito quella manifestata ieri sera al nuovo premier dal presidente francese, Nicolas Sarkozy e dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel che, in una "conference call" con Palazzo Chigi si sono congratulati con Monti per la sua nomina e «per la determinazione ad intraprendere con urgenza ogni azione necessaria assicurandogli il loro pieno sostegno». Ieri mattina era stato il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, ad esprimere a Monti la «totale fiducia sulla capacità del Governo di gestire l'attuale situazione e di contribuire alla stabilità della moneta unica».

E sarà proprio Bruxelles la prima destinazione all'estero di Mario Monti quasi certamente, martedì prossimo. Nè poteva essere altrimenti. Un tuffo all'indietro in quella che è stata per dieci anni la sede di lavoro dell'ex commissario Ue al Mercato interno e poi alla Concorrenza per "riconciliare" l'Italia con le istituzioni comunitarie. Lì il nuovo premier italiano incontrerà il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy e il presidente della Commissione, José Manuel Barroso per illustrare le linee guida dell'azione del nostro Governo per recuperare la fiducia dei mercati. Mercoledì Monti dovrebbe trasferirsi a Strasburgo per incontrare il presidente francese, Nicolas Sarkozy e la cancelliera Merkel. Si tratterà solo del primo viaggio a Bruxelles del nuovo premier che potrebbe partecipare da ministro dell'Economia ad interim alle riunioni dell'Eurogruppo e dell'Ecofin il 29 e 30 novembre e poi il 9 dicembre al Consiglio Ue. Poche ma precise le parole di Monti sull'Europa nel discorso di ieri al Senato e tutte volte a superare un conflitto che non ha ragione di essere. «Non vediamo i vincoli dell'Europa come imposizioni – ha detto – non c'è un loro e un noi. L'Europa siamo noi». Parole accolte molto bene nei palazzi di Bruxelles.

Insieme a Sarkozy e alla Merkel, Monti ha concordato sulla necessità di accelerare l'attuazione delle misure già decise dall'Unione europea e dal G-20 di Cannes per assicurare la stabilità finanziaria e la crescita dell'Eurozona. Monti avrebbe informato i suoi colleghi dei programmi che il Governo si accingerebbe ad assumere decisioni rapide per ridurre il debito e sostenere la crescita. I tre leader europei hanno quindi confermato che «Germania, Francia e Italia, tre Paesi fondatori e le tre più grandi economie continentali dell'area euro sono determinati ad assumersi comuni responsabilità per la stabilità, la prosperità e il rafforzamento dell'area euro e dell'intera Unione europea».

Martedì prossimo a Bruxells Monti, oltre a Van Rompuy, vedrà anche il presidente della Commissione Barroso che già lunedì scorso in una conversazione telefonica aveva invitato Monti alla Commissione. Anche i portavoce di Barroso, come quelli di Van Rompuy sottolineano la «determinazione» del nuovo esecutivo a superare l'attuale momento di crisi.

Anche dall'altra parte dell'Oceano si guarda con fiducia alla missione di Monti. L'ambasciatore americano a Roma, David Thorne, ha ricordato che gli Stati Uniti nutrono molta fiducia e speranza nelle capacità dell'Italia di correggere gli errori e di uscire da questa situazione. «Nutriamo per il governo Monti molte speranze» ha aggiunto Thorne rilevando che «abbiamo la sensazione che questa sia la direzione giusta per l'Italia».

Sulla nomina dell'ambasciatore Giulio Terzi a ministro degli Esteri, Thorne ha spiegato che il fatto che il nuovo ministro conosca molto bene la realtà americana rafforzerà ancora di più il legame tra i due Paesi. Anche un viaggio negli Stati Uniti rientra nelle priorità di Monti come in quelle di ogni nuovo presidente del Consiglio italiano ma, per quello, bisognerà forse attendere il momento giusto.

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